domenica 29 gennaio 2017

APSM-ADIA-06E-007 INSED. TARDOMEDIEVALE CIGOLI LOC. POGGIO BARLETTA

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APSM-ADIA-06E-007

INSEDIAMENTO TARDOMEDIEVALE A CIGOLI, LOC. POGGIO BARLETTA


SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Materiali riferibili ad un insediamento
Epoca: Basso medioevo (XI-XV secolo)
Rinvenimento: 2006
Località: San Miniato, Cigoli, Loc. Castelvecchio
Collocazione: -
Id: APSM-ADIA-06E-007

DESCRIZIONE SINTETICA
A seguito di alcuni lavori di movimento terra al fine di livellare un'ampia area (per la realizzazione di un campo sportivo?), in loc. Poggio Barletta, in un area a sud-ovest rispetto al vicino centro abitato Cigoli, furono rinvenuti materiali riferibili ad un edificio ad uso abitativo (e quindi probabilmente ad un insediamento più ampio), la cui distruzione è inquadrabile, temporalmente, alla prima metà del '300.

 

BIBLIOGRAFIA
- V. Vallini e A. Vanni Desideri, Villaggi abbandonati e pievi. Dati archeologici per l'origine di Cigoli, in «Milliarium», n. 8, Empoli, 2008, pp. 48-53.
- A. Vanni Desideri, Villaggi abbandonati e pievi tra guerre e pandemia. Nota archeologica per la storia del castello di Cigoli nel Valdarno Pisano, in «Archeologia Medievale», n. XXXVI, 2009, p. 227-236.

 

APSM-ADIA-06E-006 INSED. TARDOMEDIEVALE LOC. CASTELVECCHIO

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APSM-ADIA-06E-006

INSEDIAMENTO TARDOMEDIEVALE LOC. CASTELVECCHIO


SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Materiali riferibili ad un insediamento
Epoca: Basso medioevo (XI-XV secolo)
Rinvenimento: 2006
Località: San Miniato, Cigoli, Loc. Castelvecchio
Collocazione: -
Id: APSM-ADIA-06E-006

DESCRIZIONE SINTETICA
A seguito del naturale dilavamento di un pendio, in loc. Castelvecchio, nei pressi della settecentesca villa omonima, a breve distanza dall'abitato di Cigoli, furono rinvenuti materiali riferibili a due edifici ad uso abitativo (e quindi probabilmente ad un insediamento più ampio), la cui distruzione è inquadrabile, temporalmente, alla prima metà del '300.

 

BIBLIOGRAFIA
- V. Vallini e A. Vanni Desideri, Villaggi abbandonati e pievi. Dati archeologici per l'origine di Cigoli, in «Milliarium», n. 8, Empoli, 2008, pp. 48-53.
- A. Vanni Desideri, Villaggi abbandonati e pievi tra guerre e pandemia. Nota archeologica per la storia del castello di Cigoli nel Valdarno Pisano, in «Archeologia Medievale», n. XXXVI, 2009, p. 227-236.

 

sabato 28 gennaio 2017

DBDSM - SCORZOSO FILIBERTO

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DBDSM - DIZIONARIO BIOGRAFICO DIGITALE DI SAN MINIATO

SCORZOSO FILIBERTO
Filiberto Scorzoso (Firenze, 1931 – Empoli, 18 novembre 2014) è stato un funzionario pubblico ed ha vissuto per oltre 40 anni a San Miniato. Originario del capoluogo fiorentino, lavorò come funzionario della Cancelleria presso il Tribunale di Firenze, in Sardegna, al Tribunale di Empoli e alla ex Pretura di San Miniato. E' stato il primo Difensore Civico del Comune di San Miniato ed ha ricoperto il ruolo di Direttore dell'Archivio Storico della Diocesi di San Miniato. Collaborò col settimanale cattolico "La Domenica" dal 1995 al 2002. Per alcuni anni è stato custode, assieme alla moglie Anna Maria Ciampini, della chiesa dei SS. Stefano e Michele di San Miniato. Il 6 maggio 2011 fu nominato Cavaliere dell'Ordine di San Gregorio Magno.
I suoi scritti, pubblicati sul settimanale "La Domenica" furono raccolti in un volume curato da Frabrizio Mandorlini, dal titolo Fede e impegno sociale negli scritti di Filiberto Scorzoso, FM Edizioni, San Miniato, 2015 (presentato il 28 novembre 2015 presso l'Aula Magna del Seminario Vescovile di San Miniato).

RIFERIMENTI:
RIF. SMARTARC:

mercoledì 25 gennaio 2017

DBDSM - PANCIATICHI PIERO

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DBDSM - DIZIONARIO BIOGRAFICO DIGITALE DI SAN MINIATO


PANCIATICHI PIERO
Piero Panciatichi di Francesco fu un politico pistoiese vissuto nel XIV secolo. Fu Podestà di Volterra nel 1322, di San Gimignano nel 1342 e Capitano della Montagna Superiore nel contado pistoiese nel 1346. Fu poi Capitano (del Popolo?) a San Miniato nel 1347. Nel 1355 fece parte del gruppo di ambasciatori inviati a Roma per l'incoronazione di Carlo IV di Lussemburgo. Fu poi a Narni e a Perugia nel 1360. Morì intorno al 1365.

FONTI E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
F. Galvani, Sommario storico delle famiglie celebri toscane, Vol. III, Ulisse Diligenti, Firenze, 1864, p. 3.

DBDSM - PALMIERI TOMMASO

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DBDSM - DIZIONARIO BIOGRAFICO DIGITALE DI SAN MINIATO


PALMIERI TOMMASO
Palmieri Tommaso fu un militare e politico senese vissuto a cavallo fra il XVI e il XVII secolo. Aderì all'Ordine dei Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni in Gerusalemme (poi Cavalieri di Malta). Dopo vari incarichi militari (Francia e Fiandre, 1590), fu nominato governatore e capo della banda di Castrocaro, poi di quella di Fivizzano. Fu poi nominato castellano di Losolo. Dal 1616 al 1619 fu castellano della fortezza di San Miniato.

FONTI E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
F. Galvani, Sommario storico delle famiglie celebri toscane, Vol. III, Ulisse Diligenti, Firenze, 1864, v. Palmieri, p. 3.
G. B. Crollalanza,
Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, Pisa, 1888, Vol. II, pp. 264-265.

sabato 21 gennaio 2017

APSM-ISVP-025 L'EDICOLA MARIANA A LA SERRA, IN VIA XXIV MAGGIO

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di Francesco Fiumalbi


APSM-ISVP-025
L'EDICOLA MARIANA A LA SERRA

SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Edicola votiva
Luogo: San Miniato, fraz. La Serra, via XXIV maggio
Tipologia: Edicola
Tipologia immagine: Statua in terracotta dipinta, del tipo iconografico dell'Immacolata Concezione, copia della cosiddetta "Madonna di Lourdes"
Soggetto: Immacolata Concezione
Altri soggetti: No
Autore: Sconosciuto
Epigrafe: SI
Indulgenza: NO
Periodo: 1954
Riferimenti: nessuno
Id: APSM-ISVP-025

DESCRIZIONE
Nel centro abitato di La Serra, all'intersezione tra via XXIV maggio e via San Regolo, si trova un'edicola mariana. Fu realizzata in occasione del centenario della proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione di Maria (1854) e inaugurato l'8 dicembre 1954.
Si tratta di un manufatto realizzato in muratura a pianta rettagolare. La parte basamentaria è rivestita da uno pseudobugnato in pietra, al centro della quale trova spazio un'iscrizione in marmo. In materiale lapideo sono anche le finiture, ovvero la cornice della nicchia e le due piccole fasce laterali orizzontali. Il resto della costruzione è in laterizio facciavista. La copertura, a due spioventi, presenta una struttura in legno.

L'edicola mariana a La Serra, via XXIV maggio
Foto di Francesco Fiumalbi

Il simulacro presente nella nicchia è una riproduzione della più nota "Madonna di Lourdes". Da un punto di vista iconografico, raffigura l'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. Si tratta del dogma, proclamato da Pio IX nel 1854, che riconosce la nascita della Madonna senza il peccato originale. La figura di Maria è vestita con una tunica bianca, simbolo di purezza, stretta da una fascia di colore celeste. La testa della Vergine è circondata da dodici stelle, esattamente come la Donna dell'Apocalisse che, secondo varie interpretazioni, rappresenterebbe anche la figura di Maria. Altro particolare legato all'Immacolata Concezione è il drago, simbolo del peccato originale, che è letteralmente schiacciato dai piedi della Madonna, proprio a simboleggiare la purezza della sua nascita, preservata da ogni macchia del maligno.

L'edicola mariana a La Serra, via XXIV maggio
Particolare dell'immagine sacra
Foto di Francesco Fiumalbi

L'iscrizione, presente sotto all'immagine, ci informa del periodo e del contesto in cui fu realizzata l'edicola votiva. Siamo nel 1954 e l'abitato di La Serra non aveva ancora una chiesa, ma dipendeva dalla parrocchia di Bucciano, del cui "popolo" faceva parte. Inoltre il testo ricorda che, per l'occasione del centenario del dogma dell'Immacolata, durante il cosiddetto "Anno Mariano" (proclamato da Pio XII con l'enciclica Fulgens Corona), la statua venne "ospitata" nelle case delle famiglie della parrocchia, prima di trovare la definitiva collocazione all'interno della nicchia, lì posizionata con "rito solenne" l'8 dicembre di quell'anno. Di seguito il testo dell'epigrafe:

ALLA MADRE DI DIO
VERGINE IMMACOLATA
IL POPOLO DI BUCCIANO
NELLE SUE CASE
PIENAMENTE ACCOLTA
L'8 DICEMBRE 1954
CON RITO SOLENNE
VOLLE DEDICATA
A BENEDIZIONE E PRESIDIO

L'edicola mariana a La Serra, via XXIV maggio
Particolare dell'iscrizione
Foto di Francesco Fiumalbi

mercoledì 18 gennaio 2017

IL REGESTO DEI DOCUMENTI DEL CONVENTO DI SANT'AGOSTINO A SAN MINIATO CONSERVATI ALL'ARCHIVIO DI STATO DI FIRENZE

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a cura di Francesco Fiumalbi

INTRODUZIONE
Presso l'Archivio di Stato di Firenze sono conservati numerosi documenti appartenenti ad istituzioni sanminiatesi. Si tratta per la maggior parte di atti molto antichi, che riguardano anche le comunità conventuali e monastiche che un tempo erano presenti a San Miniato e che vennero soppresse o che comunque pervennero alla cessazione. Fra questi troviamo anche gli atti del Convento di Sant'Agostino, sorto nei pressi della chiesa di Santa Caterina, situata nell'odierna piazza XX Settembre a San Miniato.
Grazie alla vasta catalogazione e al regesto operato nei primi anni del secolo scorso, abbiamo preziose informazioni circa la consistenza e i contenuti di migliaia e migliaia di documenti medievali conservati presso l'Archivio di Stato di Firenze. E fra questi ci sono anche quelli del convento di Sant'Agostino a San Miniato. Si tratta di 40 atti sottoscritti in un arco temporale che va dal 1275 al 1648. Fra questi si segnalano due bolle papali di Gregorio XIII. Inoltre, alcuni documenti potrebbero sembrare non inerenti la comunità religiosa. In realtà potrebbero essere stati utilizzati per dimostrare la proprietà di immobili al momento della loro donazione al convento. In questa pagina, più avanti, è proposta la trascrizione integrale dello “spoglio” dei documenti di questa comunità religiosa nata a San Miniato nel medioevo.

I FRATI DELL'ORDINE DI SANT'AGOSTINO
PRESSO LA CHIESA DI SANTA CATERINA A SAN MINIATO
L'Ordine di Sant'Agostino nacque a partire dal 1244, attraverso il sodalizio creato da molte comunità eremitiche della Toscana. Ulteriore impulso a questo nuovo ordine mendicante fu dato dalla “Grande Unione” del 1256, con la quale confluirono nuove congregazioni presenti nell'Italia centro-settentrionale. Anche una particolare comunità sanminiatese, nata inizialmente intorno alla chiesa di San Martino a Castiglione e poi trasferitasi all'interno del perimetro urbano presso la chiesa di Santa Caterina, aderì all'Ordine di Sant'Agostino. Quando avvenne, al momento non è possibile stabilirlo. Di certo sappiamo che il 15 dicembre 1338 il Comune di San Miniato concesse un'annua elemosina di Lire 150 (una cifra enorme!) al Convento dei Frati Agostiniani che abitavano ormai stabilmente presso la chiesa di Santa Caterina. Il documento è conservato presso l'Archivio di Stato di Firenze ed è rammentato nel regesto proposto più avanti. Negli stessi anni, il Comune di San Miniato approvò l'erezione di uno spedale di fianco alla chiesa di Santa Caterina, legato a quello di Santa Maria della Scala di Siena, poi confluito negli Spedali Riuniti alla fine del '700 [per ulteriori notizie si veda M. Parentini, Infanzia abbandonata a San Miniato: lo Spedale di Santa Maria della Scala. Primi studi e ricerche, in «Bollettino dell'Accademia degli Euteleti della Città di San Miniato», n. 77, 2010, pp. 261-294].
Gli Agostiniani rimasero a San Miniato fino alla loro soppressione, avvenuta nel 1774. Parte del convento e delle rendite fu lasciata all'ospedale di Santa Maria della Scala, mentre il resto fu destinato all'abitazione e al mantenimento del curato che avrebbe dovuto officiare la chiesa di Santa Caterina [G. Piombanti, Guida della Città di San Miniato al Tedesco. Con notizie storiche antiche e moderne, Tipografia M. Ristori, San Miniato, 1894, pp. 123-125 VAI AL POST >>]. E' questo il motivo per cui i documenti degli Agostiniani di San Miniato, il cui regesto è proposto di seguito, sono confluiti assieme a quelli dell'Ospedale di Santa Maria della Scala. 

IL VERSAMENTO DEI DOCUMENTI ALL'ARCHIVIO DIPLOMATICO
POI CONFLUITO NELL'ARCHIVIO DI STATO
Con motuproprio del 24 dicembre 1778, il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo istituì il cosiddetto Archivio Diplomatico. Tale provvedimento prevedeva l'obbligo di consegna dei documenti pergamenacei da parte degli uffici periferici del Granducato, i Comuni, i conventi e i monasteri, nonché le università e le opere pie. Rimase un provvedimento facoltativo per i soggetti privati. Il versamento dei documenti all'Archivio Diplomatico fu effettuato, infatti, dall'Ospedale di Santa Maria della Scala di Siena nel 1779. Questo archivio confluì nel 1852 all'Archivio Centrale dell'allora Granducato di Toscana (istituito da Leopoldo II con decreto del 30 settembre 1852), divenuto Archivio di Stato di Firenze con l'Unità d'Italia.

La Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria a San Miniato
presso la quel esisteva la comunità dell'Ordine di Sant'Agostino
Foto di Francesco Fiumalbi

IL REGESTO DEI DOCUMENTI PROVENIENTI
DAL CONVENTO SANT'AGOSTINO A SAN MINIATO
Di seguito è proposta la trascrizione integrale dello spoglio dei documenti conservati presso l'Archivio di Stato di Firenze, fondo Diplomatico, inerenti l'Ospedale di Santa Maria della Scala e dell'annesso Convento dei Frati dell'Ordine di San'Agostino presso la chiesa di Santa Caterina d'Alessandria a San Miniato, estratta dal Tomo di spoglio n. 19 – Regolari (anno 1913), consultabile anche on-line sul sito dell'Archivio di Stato di Firenze.
I documenti oggetto del regesto, antecedenti l'anno 1400, sono stati digitalizzati e sono oggi disponibili per la consultazione via web. Per ciascuno di questi è proposto anche il link alla pagina specifica.

AVVERTENZA: per facilitare la lettura ad un pubblico più vasto possibile, le abbreviazioni sono state tutte esplicitate. In azzurro le indicazioni del numero di carta.

[020r]
Convento dei FF. di S. Agostino
di Samminiato

Le cartapecore provenienti dal sud.o Conv.to erano tutte attenenti allo Spedale di S. Maria della Scala di Samminiato, in cui fu incorportato il med. Convento

[020v-021v] bianche

[022r]
Sant'Agostino di San Miniato

1
20 Gennaio 1275 Indizione III
Cambio di fu Gentile da San Miniato vende a Currado del fu Giovanni di detto luogo un pezzo di terra lavorato posto nel territorio di San Miniato, luogo detto Cerbaiola descritto nei suoi confini, per prezzo di Lire 21.10.
Fatto in San Miniato
Roga da Ser Niccolò Bolgarelli di detto luogo.
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2
15 Dicembre 1278 Indizione VII
Paganello Vescovo di Lucca, ad istanza di Bonaparte Priore della Chiesa di San Martino di Castiglione del Piviere di San Genesio nella Diocesi parimenti di Lucca, approva, e conferma, la dichiarazione dei confini della detta Chiesa di San Martino, fatta di commissione dal Proposto di San Genesio per istrumento di Ser Ildebrandino di Filippo del dì 28 marzo 1233. Questo Istrumento vien riportato estesamente nella carte.
Dato in Lucca nel Palazzo Vescovile
Per di mano di Bonifazio di Brancaleone Notaio
Notaio Ser Benotto del fu Pellegrino de Controne.
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[022v]
3
1301 Indizione XIV
Andrea del fu Balluccio confessa aver ricevuto da Niccolò del fu Masi da Catignano lire 160 a nome di dote di Anna Checca sorella di detto Niccolò e moglie di detto Andrea.
Fatto nella terra di Catignano
Copiati dall'imbreviatore di Ser Argomento del fu Riccardo di detto luogo.
Per mano di Ser Francesco del fu Nerio da Gambassi
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4
16 Agosto 1314 Indizione XI
Gl'uffiziali del Comune di San Miniato costituiscono loro Procuratore Paniccia del fu Guido di detto luogo, per alienare alcuni beni al Comune medesimo di poi nel dì 22 Agosto del sopradetto anno il nominato Procuratore in esecuzione della commissione che gli vien data, vende a nome del Comune di San Miniato a Cecco e Iacopo fratelli e figli del fu Mangio Casecchi, diversi pezzi di terra posto in detto Comune, descritti nei suoi confini per prezzo di fiorini 300.
Fatto in San Miniato
Roga Ser Cetto del fu Benricevuto da Prato
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5
12 dicembre 1318 Indizione I
Tosto del fu Guingo da Libacula vende a Losta del fu Guido da S. Miniato diversi pezzi di terra posta parte nei confini di detto luogo e parte nei confini di San Albano, così descritti sotto i suoi vocaboli e confini per prezzo di lire 70.
Fatto al Borgo di Santa Gioconda
Roga Ser Ugolino di Ser Ghermondino da Ceuli
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[023r]
6
20 Ottobre 1333 Indizione II
Donna Cinta Vedova di Giuntino di Sigardo da Castel Fiorentino, col consenso di Tuccio del fu Nanni di detto luogo suo legittimo mandualdo, dona irrevocabilmente a Narduccio suo figlio una casa posta in Castel Fiorentino ed un pezzo di terra posto nei confini di Gambassi.
Fatto in Castel Fiorentino
Roga Ser Francesco del fu Ser Michele di detto luogo
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7
4 marzo 1336 Indizione IV
Talduccio del fu Ceo da San Miniato alla presenza del Giudice delle cause civili del Comune emancipa Nerlo suo figlio, e gli fa donazione di una casa posta nel distretto di San Miniato, descritta nei suoi confini.
Fatto in [palazzo vecchio di] detto luogo
Roga Ser Napoleone di Pietro di detto luogo
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8
15 ottobre 1337 Indizione VI
Guasparrino ….. da una parte e Andrea, Giusto, Piero e Jacopo... dall'altra fanno un compromesso in faccia di Vellio di Bongiovanni e di Marco di Ser Guidone.
Quindi nel giorno seguente 16 ottobre
[023v]
i detti arbitrim dal fine alle differenze vertenti fra le dette parti, pronunziano un lodo, col quale dichiarano che i detti Andrea, Giusto, Piero e Iacopo debbano vendere al suddetto Guasparrino alcuni beni, che si trovan descritti nella carta sotto i suoi vocaboli e confini.
(La carta è evanida in proncipio)
Dato in [nella piazza del Comune, sotto il portico della chiesa maggiore e nella pizza del Comune di] Pistoia
Roga Ser Ranieri di Boninsegna di detto luogo
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9
15 dicembre 1338 Indizione VI
Gl'uffiziali del Comune di San Miniato ad istanza dei Religiosi di Sant'Agostino di detta terra, accordano ai medesimi un'annua elemosina di lire 150.
Copiati dai libri delle Riformagioni di mano di ser Bettino del fu Cino da Rabatta
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10
19 Aprile 1344 Indizione XI
Leonardo del fu Lapo da S. Miniato per sé e per Nuccio suo fratelli e Benedetto figlio dell'istesso Lapo dividono fra di loro i beni patrimoniali, tutti descritti nella Carta.
Fatto in San Miniato
Copiati dall'Imbreviatore di ser Alchervolo del fu Cino di detto luogo e per mano di Ser Francesco suo figlio.
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[024r]
11
29 Aprile 1346 Indizione XIII
Miniato del fu Moccio da San Miniato per particola di testamento, lascia diversi legati a favore della Chiesa di Santa Caterina di detto luogo.
Fatto [nella chiesa di Santa Caterina] in San Miniato
Copiano per mano di Ser Martino da Dagliotti (?) di Ser Scarlatto suo padre
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12
8 Gennaio 1349 Indizione II
Gl'uffiziali del Comune di San Miniato vendono ai frati di Santa Caterina di detto luogo un pezzo di terreno della Comunità, descritti nei suoi confini per mezzo di Fiorini 100 d'oro.
Fatto [nel palazzo del Comune] in San Miniato
Roga Ser Iacopo del fu Guidone di detto luogo
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13
24 Maggio 1349 Indizione I
Jacopo di Lippo da San Miniato con suo noncupativo del testamento istituisce suoi eredi universali i suoi figli per egual porzione e dopo questi, chiama all'eredità i suoi nipoti, oltre alcuni legati nela carta descritti.
Fatto nell'abitazione del testatore [nella contrada di "Poggio" (Poggighisi, n.d.r.] in San Miniato]
Copiato dall'Imbreviatore di detto luogo [Neri di] Ser Meo di Ser Guglielmo da San Miniato, per mano di Ser Niccolò di Federigo di detto luogo
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[024v]
14
8 Agosto 1349
Indizione I
Giovanni del fu Pietro da San Miniato confessa aver ricevuta da Angelo del fu Michele di detto luogo la somma di fiorini 70, promettendo di restituirgli esattamente ogni qual volta gli saranno richiesti.
Fatto [nella "stazione" della casa, posta in contrada Fuoriporta] in San Miniato
Roga Ser Cerbino del fu Nante di detto luogo
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15
11 Agosto 1350 Indizione II
Iacopo del fu Chele da San Miniato vende a Leonardo del fu Lapo di detto luogo, una casa con orto, descritta nei suoi confini, posta nel territorio di San Miniato, per prezzo di fiorini 20.
Fatto [nella casa del venditore] in San Miniato
Roga Ser Niccolò di Federigo di detto luogo
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16
10 Maggio 1351 Indizione III
Donna Filippa del fu Braccio da San Miniato dà in dote a Ser Balio del fu Grano di lei marito, tre pezzi di terra con una casa, il tutto situato nel Comune di San Miniato e descritto sotto i suoi vocaboli e confini.
Fatto [nella casa di Ser Baldo del fu Grosso] in San Miniato
Roga Ser Pietro del fu Guccio di detto luogo
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[025r]
17
Aprile 1356 Indizione IX
Crescenzio del fu Pietro da San Miniato deputa suo Procuratore Andrea del fu Cecco Religioso dell'Ordina degl'Eremiti di Sant'Agostino di detto luogo per la difesa di tutte le sue cause presenti e future.
(carta evanida e lacerata a sinistra)
Fatto [nel Palazzo del Podestà] in Castiglione
Roga Ser Domenico di Paolo di detto luogo [Castiglione]
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18
30 Aprile 1358 Indizione XI
Il Giudice delle cause civili del Comune di San Miniato, ad istanza di Nerlo di Talduccio di detto luogo, intima una citazione contro Bottaccia e Iacopo Salvetti parimenti di San Miniato, affinché compariscano i medesimi al suo Tribunale per pagare un loro debito al suddetto Nerlo nella somma di Fiorini 90.
Copiato dagl'atti della Comunità per mano di Iacopo del fu Ser Gherardo [e Andrea di Michele da San Miniato]
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19
14 Maggio 1358 Indizione XII
Donna Francesca figli di Coretto Terini del popolo di San Pancrazio di Catignano contrae matrimonio con Giovanni figlio di Talento Cetti da Gambassi.
Fatto nel suddetto popolo di San Pancrazio.
Dipoi nel dì 28 Dicembre detto Giovanni confessa aver ricevuto in dote dal padre di detta Francesca lire 250.
Fatto nel popolo di San Giovanni di Varna nel Comune di Catignano
Copiato dai Protocolli di Ser Leonardo di Lapo, per mano di Ser Benedetto del fu Ser Ricovero da San Miniato [e Giovanni di Talento di Cetto da Gambassi]
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[025v]
20
28 luglio 1365 Indizione III
Gl'uffiziali del Comune di Firenze, i nomi di questi sono descritti nella carta, deputati in questa per il (?) Comune di San Miniato, danno la facoltà ai Religiosi di Santa Caterina di detto luogo, a tenore della loro istanza, di fabbricare un ponte presso la loro chiesa.
Sottoscritto Ser Filippo del fu Pietro [di Dono] da Castello
ø 21 marzo 1368
Carta mutila, nella quale si conteneva il testamento di Giovanni del fu Lapo dal Castello di Coiano Contado di San Miniato
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21
8 Novembre 1370 Indizione IX
Citazioni diverse fatte in diversi giorni, fatte dal Giudice della Terra di San Miniato, a motivo di debitori e creditori.
Copiati dai Libri delle Riformagioni di detta Terra, per mano di Ser Francesco del fu Alcheruolo
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22
6 Febbraio 1371 Indizione X
Giovanni del fu Cittadino di Nuccio del Popolo di San Giorgio a Canneto nel Distretto di Firenze, vende a donna Francesca figlia del fu Vanni di Mazzeo da Fucecchio, e vedova del suddetto Cittadino, diverse porzioni di terra lavorativa posta nel suddetto Popolo di San Giorgio descritti tutti nei suoi confini, per prezzo di lire 100.
Fatto [nella terra venduta, nel popolo di San Giorgio] nel Comune di Canneto
Copiati dall'Imbreviatore di Ser Martino … per mano di Ser Ricovero del fu Ricovero da San Miniato
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[026r]
23
12 Settembre 1373 Indizione XII
I Religiosi di Santa Caterina della terra di San Miniato eleggono loro procuratori Andrea del fu Cecco e Pietro del fu Crescenzio Religiosi dell'istesso Ordine, specialmente per la difesa di una causa che hanno con Strenna di Petrino da Coiano
Fatto [nella "sagrestia" dei frati eremiti di Sant'Agostino] in San Miniato
Roga Ser Andrea del fu Drea di detto Luogo
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24
2 Marzo 1383 Indizione VII
Leone del fu Betto da San Miniato deputa suoi Procuratori Ser Giunta di Francesco, Ser Paolo di Riccardo, Ser Gabbriello di Pieto cittadini fiorentini, Ser Cino di Paolo da Montaione e Agostino di Meo da Poggibonsi abitanti in Firenze, specialmente per una causa vertente fra il suddetto Leone e Iacopo di Luca Guicciardini di detta città.
Fatto [davanti le carceri del Comune, in Contrada della Pieve] in San Miniato
Roga Ser Andrea del fu Drea
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25
12 Maggio 1383 Indizione VII
Marcuccio del fu Francesco da Calenzano, vende a donna Nuta del fu Giovanni, moglie di Benedetto del fu Drea da San Miniato
[026v]
la metà di una casa posta in detto luogo, descritta nei suoi confini, per prezzo di Fiorini 20 d'oro.
Fatto [presso la casa venduta, in contrada del "Poggio", cioè Poggighisi] in San Miniato
Roga Ser Bonaccorso del fu Ser Andrea di detto luogo
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26
1 Maggio 1392 Indizione XV
Donna Cina del fu Bonaccorso da San Miniato con suo noncupativo testamento istituisce suo erede universale Niccolò suo figlio legittimo e vende oltre alcuni legati nella carta descritti.
Fatto in San Miniato
Roga Ser Ambrogio del fu Marcovaldo da San Miniato
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27
7 Settembre 1394 Indizione I
Dreuccio del fu …. del Comune di Palaria nel Contado di Pisa, vende a Piero del fu Beriperio da San Miniato due pezzi di terra, posti nelle vicinanze di detto luogo, descritti nei suoi vocaboli, e confini, per prezzo di fiorini 32.
Fatto[nella casa del notaio] in Palaria
Roga Ser Antonio del fu Dino [di Vanni] di detto luogo
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[027r]
28
19 Febbraio 1396 Indizione V
Donna Francesca del fu Petruccio e vedova di Dreino di Drea da Calenzano, per testamento noncupativo, istituisce suo erede universale un Altare situato nella chiesa di Santa Caterina di San Miniato da erigersi di nuovo col titolo di Santa Maria Annunziata, con patto che la metà dei frutti dell'eredità debba servire per la festività di Santa Maria Annunziata e per la festa ancora di San Francesco da celebrarsi, annualmente a detto altare, l'altra metà poi dei frutti debba spendersi per l'alimenti dei Religiosi di Santa Caterina.
Il tutto disposto oltre alcuni legati, che nella carta si trovan descritti.
Fatto in San Miniato nella Sagrestia di detta chiesa [di Santa Caterina]
Roga Ser Orlandino di Iacopo [di Drea] di detto luogo
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29
5 Febbraio 1398 Indizione VI
Tuccio del fu …. da San Miniato fa testamento, ed oltre diversi legati, chiama alla sua eredità il Convento di Santa Caterina di detto luogo,
Fatto [nella sagrestia dei frati di Sant'Agostino] in Empoli
Roga Ser Grano del fu Ser Baldo [di Grano] da San Miniato
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[027v]
30
30 Luglio 1400 Indizione VIII
Giovanni del fu Giovanni da San Miniato con suo noncupativo testamento fa diversi legati e fra questi specialmente dispone che dopo la sua morte debba edificarsi col suo denaro un Altare nella Chiesa di Santa Caterina di San Miniato col titolo della Santa Croce, lasciando a quest'altare una tavola esprimente il detto Titolo, ed insieme dà la sua eredità.
Fatto in San Miniato
Roga Ser Michele del fu Jacopo di detto luogo

31
. 1416 Indizione X
Carta mutila in principio e in fine, la quale pare che contenga alcune deliberazioni dei Priori del Comune di Firenze a favore di diversi che sono condannati in pene pecuniarie.
Copiato dai Libri delle Riformagioni per mano di Antonio di Mario cittadino e notaio fiorentino

32
2 Luglio 1438 Indizione I
Piero di Andrea da San Miniato rettore dello Spedale di Santa Maria alla Scala di detto luogo, dona irrevocabilmente fra i vivi all'altare di Santa Verdiana situato nella chiesa di Santa Caterina della suddetta Terra, un pezzo di terreno, ed un piccolo orto nel Distretto di San Miniato ed un altro pezzo di terra situata nel Comune di Calenzano, il tutto descritto sotto i suoi vocaboli, e confini; con patto che in ogni anno dal dì della morte del donatore, debba celebrarsi la festività di Santa Verdiana coi divini offici, con l'intervento di dodici sacerdoti.
Fatti in San Miniato nella chiesa di Santa Caterina, copiati dall'Imbreviatore di Pietro d'Andrea di detto luogo per mano di Giovanni suo figlio

[028r]
33
9 Maggio 1446 Indizione IX
I Religiosi di Santa Caterina di San Miniato accettano una donazione fattali da donna Polita del fu Biagio Giuntini di detto luogo di tutti i beni che essa aveva ereditati da un suo fratello.
Fatto nella detta chiesa di Santa Caterina.
Roga Ser Antonio del fu Gherardo da San Miniato

34
30 luglio 1455 Indizione III
Vivaldo di Nardo da Calenzano vende ai Religiosi di Santa Caterina di San Miniato un pezzo di terra lavorativa posta nei confini di Calenzano, descritti tutti, per prezzo di fiorini 30.
Dipoi sotto il dì 8 novembre del suddetto anno,
[028v]
si legge il consenso prestato su tal contratto dalla moglie e dal figlio del venditore
Fatto in San Miniato
Roga Ser Cristofano di Ser Paolo de Cortucci di detto luogo
Annessa a questa, si vede un'altra carta mutila in principio, ma che dimostra chiaramente l'accennato consenso in conseguenza della medesima vendita.

35
29 Aprile 1477 Indizione X
Donna Cecilia del fu Arrigo Chiarezzi da Prato, vedova di Giovanni Ciani di detto luogo, e pinzochera dell'Ordine dei Frati Eremiti di Sant'Agostino di Prato, col consendo di Giuliano di Iacopo da Pescia suo legittimo mandualdo, dona irrevocabilmente fra i vivi a Fra Luca di Lari dell'Ordine di Sant'Agostino di San Miniato, tutti i suoi beni mobili ed immobili, riservandosi, sua vita durante, l'uso e l'usufrutto dei medesimi.
Fatto in Prato
Roga Ser Giovanni del fu Guccio di Niccolò di detto luogo

36
1 Maggio 1505 Indizione VIII
Francesco del fu Biagio di Meo del Contado di Firenze abitante in San Miniato fa testamento e codicillo, ed oltre diversi legati nella carta descritti, attribuisce suo erede universale il Convento di Sant'Agostino di San Miniato con patto che debba lasciargli l'usufrutto dell'eredità a favore della moglie del testatore, sua vita vedovile durante. Fatto in San Miniato
Roga Ser Iacopo del fu Niccolò di detto luogo

[029r]
37
10 Maggio 1505 Indizione VIII
In conseguenza dell'accennato testamento, i Religiosi di Sant'Agostino accettano la loro eredità, come pure la moglie del testatore acconsente a tutte le disposizioni fatte in riguardo della medesima.
In fine poi si legge l'inventatio di quanto possedeva il defunto testatore
Fatto in San Miniato
Roga Ser Iacopo del fu Niccolò

38
25 Maggio 1572
Gregorio XIII dirige una Bolla al Vescovo di Lucca, e comanda al medesimo che nello spazio di 30 giorni, dia il possesso a Giovanni da Riottoli Cappellano nella Chiesa di Santa Lucia a Calenzano Diocesi di Lucca, della chiesa parrocchiale
[029v]
di Sant'Andrea di Corniano, Diocesi di Lucca, la qual chiesa era stata per molti anni governata abusivamente dai frati di Sant'Agostino di San Miniato.
Dato in Roma

39
25 Maggio 1572
L'istesso Papa Gregorio con Bolla diretta al Vescovo di Fiesole, deputa questo ad eseguire l'accennata commissione, se venisse differita dal Vescovo di Lucca oltre il termine che gli è riferito.
Dato in Roma

40
5 Febbraio 1648 Indizione I
Prospero Raffaello, Protonotario Apostolico con sua lettera monitoria, ordina che tutti quelli ai quali sarà presentata la medesima per parte dei Religiosi di Sant'Agostino di San Miniato, dentro lo spazio di giorni 6 sotto pena alle censure, e di 500 ducati d'oro, avvisino il Camarlingo di detta Città, affinché desista dal vessare i Religiosi suddetti esigendo le imposizioni contenute nella Bolla alla Cena del Signore dalle quali i medesimi sono esenti per privilegio pontificio.
Dato in Roma
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