mercoledì 31 agosto 2016

L'AIA DI FRILLO - RACCONTO DI GIANCARLO PERTICI

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Racconto di Giancarlo Pertici

L'aia di Frillo. Giorno di battitura.

È un movimento lento e silenzioso, tutto rivolto verso quella piccola aia che si apre proprio ai piedi dei muri degli orti che si affacciano sulla valle di Gargozzi. Principia con le prime luci dell'alba. L'atmosfera è quella della festa, quella che si celebra ad ogni raccolto di fieno, di grano o di orzo di cui, spesso, vengono pazientemente seminati, a mano, i campetti a terrazza tenuti ad uliveta che fanno da cornice a quella valle e quelli che degradano dolcemente verso il 'Sasso', verso il fondovalle. Movimento che parte da quei piccoli poderi a confine e da quelli sulla via del Sasso, ma anche dalle campagne di Calenzano e oltre, e che sale di tono, col passare delle ore, fino all'apice: la messa in moto della Trebbia e dei trattori di supporto a margine.

È l'inizio della battitura in quella minuscola aia per cavarne grano per Frillo e famiglia. È tutto uno sferragliare di mezzi, coperto in parte dal rombo assordante dei trattori, di quelli in uso nell'immediato dopo guerra. Solo allo scoccare dell'ora di mezzo, si avverte anche il vociare in sottofondo. Sono ordini, chiacchiere a perdere, il parlottare composto ai margini da parte dei molti curiosi convenuti per l'occasione. È a quell'ora che resta in moto, al minimo, solo il trattore addetto alla cinghia di trasmissione, per un 'quasi silenzio', colonna sonora che accompagna il rito del pranzo.

Depostosi a terra quel pulviscolo appiccicoso che sembrava stazionare a mezz'aria, è tutto un fiorire di teli e tovaglie che trovano posto all'ombra dei filari di pioppi ai lati, lungo il muro degli orti ornato da pergole cariche d'uva ancora acerba, per una processione programmata di massaie addette alla distribuzione del pranzo. Sono tegami colmi di zuppa, di panzanella e pappa, teglie appena sfornate con patate a fare da contorno a pollo, nane e coniglio in umido.

Per me è solo in questo momento, a macchine ferme, che, con i miei sette anni scarsi, posso scendere dall'orto fino in sull'aia di Frillo, dopo essere stato osservatore attento di ogni manovra, seduto sul muro di cinta che separa dalla Valle e dai vicoli sottostanti. Proprio sopra a quell'aia a respirare gli acri vapori dei trattori in moto e quel pulviscolo impalpabile di cui sembra impregnata l'aria già dal primo mattino, che nell'occasione principia ben prima che il primo trattore venga avviato. Punto d'osservazione privilegiato a vedere trasformati quei fastelli e quei covoni, in grano da una parte per il pane, e in paglia dall'altra, per farne lettiera per la stalla. Il tutto con nonno Nuti accanto che non fa mancare i propri commenti, le sue storie, tutte vere, tutte del secolo scorso.

Appena il tempo di consumare il pranzo e di nuovo ad occupare quel posto privilegiato d'osservazione: il muro di cinta dell'orto di nonno Nuti. - "Ecco Gosto assieme a Virgilio... ad allungare le mannelle per l'imboccatura..." - La pula sollevata in aria anche dalla brezza leggera che, ad inizio pomeriggio, da Pian delle Fornaci, si insinua fino sull'aia, rende lo scenario e i colori particolarmente evanescenti, i movimenti indefiniti. Riesco ad individuare con sicurezza nonno Musolino, una forcina in mano, mentre allontana la paglia che esce di lato, e la spinge verso un palo infisso nel terreno per diventare pagliaio.

- "Da bambino anche fino a Corfino si andava col mi babbo per la battitura a dare una mano per un pasto sicuro, qualche volta anche uno staio di grano..." - Dall'alto della bica a gettare sul ripiano della trebbia le mannelle che vengono infilate da mani esperte dentro la ruota dentata. In cima alla bica uno dei Bagni e Vergella. I figlioli di Frillo all'imbocco, e, a turno, a fare la spola da una postazione all'altra. Le donne con un fiasco d'acqua e uno di vino a portare refrigerio agli uomini sudati e polverosi, salva solo la bocca e il naso, difesi da una pezzola accuratamente legata alla nuca.

- "Tonino una volta che era da parenti a Scarperia la fece davvero grossa... mentre tutti erano all'ombra per l'ora di pranzo... lo incolparono di aver levato una calzatoia alla trebbia. Non si fece male nessuno ma per puro miracolo" - Una delle tante disavventure così fedelmente ricordate da nonno a fare da cornice ad una giornata che si dipana velocemente verso l'imbrunire. La bica a scendere fino a terra, il pagliaio a prendere forma e consistenza, mentre mani esperte legano accuratamente per il collo ogni singola balla; tutte messe a catasta pronte per transitare col barroccio verso il granaio di Frillo, là, Sotto il Ponte.

E passata l'ultima mannella all'imbocco, col primo sussulto a vuoto della trebbia, i giochi sembrano concludersi quando improvviso irrompe il silenzio a chetare quanti si ritrovano improvvisamente, senza volerlo, ad urlare le proprie ragioni, le proprie opinioni o le pur legittime richieste, o le risposte dovute e attese. Solo un attimo, sancito dallo scambio incrociato di sguardi colmi di scuse per una colpa che non c'è, ma che è fortemente e istintivamente sentita, come il disagio a ritrovarsi nudo tra la folla anche se dentro un sogno. Poi un sorriso di circostanza, a riprendere, in tono sommesso, quanto interrotto da quel silenzio che preannuncia una diaspora che si diparte improvvisa a disperdere quel popolo improvvisato di volenterosi... fino all'anno che verrà.

Fermati i motori, sganciata la cinghia di trasmissione, resta solo il fumo residuo e i vapori che continuano ad irrorare l'aria circostante, mentre quel pulviscovo viscoso pare ondeggiare indeciso dove posarsi non più sostenuto dallo spurgo della treggiatrice e dai tubi di scarico a risollevarlo a turno da terra in un turbinio senza soluzione di continuità. È in quel preciso momento che avverti fino in fondo quel convergere di braccia che la mattina, alla spicciolata, non hai potuto contare per l'intero. Chi era partito dopo aver governato le bestie nella stalla, chi arrivava anche da Calenzano, chi già nelle vicinanze, chi non visto veniva dal Sasso, chi tramite i vicoli, a ridosso delle mura, era giunto, come alcuni amici, dalla Val d'Ensi. Ma tutti alla chetichella, in silenzio, quasi non visti e non sentiti... si erano ritrovati su quell'aia nel momento della messa in moto della trebbia.

Altro l'effetto visivo alla conclusione della giornata. A parte quei pochi addetti alla trebbia e ai trattori di servizio, tutti gli altri si allontanano nello stesso momento, o quasi, diramandosi in tutte le direzioni, tutti assieme, in una variazione cromatica sottolineata dalla calda luce del sole vicino al tramonto. Sono in tanti, uomini e donne, giovani e vecchi, con bambini al seguito. Impossibile distinguere chi era a curiosare e chi a lavorare, almeno a prima vista. Poi noti la pezzola legata al collo, usata a riparare bocca e naso dalla pula e dalla polvere e quel diffuso velo di polvere che pare rendere tutti gli addetti alla trebbia dello stesso colore, dalla camicia ai capelli. Non sembra mancare nessuno. C'erano tutti, o quasi. Certamente non era della partita Cionce col suo carretto di gelati, a passare veloce per piazza dell'Ospedale all'ora solita di inizio pomeriggio. Ma solo lui.

Sullo stradello diretti a vicolo Borghizzi il Giustino e i fratelli Morelli. Diretti verso la Cappellina i Latini e Vergella dei Taddei, seguito da Duilio di Boldrino; lui certamente non ha lavorato, immacolata la sua camicia a quadri. La Bronchella assieme alla Zoppa per la scorciatoia sotto il boschetto di Gazzino. I fratelli Capecchi proseguono per vicolo Borghizzi, passando di lato al muro del Bastardaio, loro che stanno all'inizio di Via Ferrucci, loro che non si sono certamente risparmiati abituati da sempre a lavori faticosi come lo scasso delle vigne. Lillo e il fratello Cesare si avvicinano alla mia postazione - "vieni ad aprirci la porticina." - Appena un paletto e un puntello da togliere su bisogno e su per quei cento scalini fino a casa. A ruota, per le stesse scale, anche nonno Musolino e i fratelli Sani, che stanno proprio di fronte. A discendere verso Gargozzi e verso il Sasso, nelle due diverse direzioni, quelli che hanno dato il massimo in braccia, la famiglia Bagni, quasi sotto il Comune, Casalino e i Cei dalla via del Sasso.

È tutta una serie di piccoli gruppetti, sparpagliati su viottoli, per callari, oltre che lungo gli stradelli segnati dalla ghiaia o in terra battuta, che variano ad ogni incrocio, pronti a ridividersi e a riunirsi al campo successivo a salire o a scendere nelle quattro direzioni. Verso Scacciapuce lo noti subito da solo Gambelunghe; a grandi falcate, in salita, sembra voler arrivare primo anche se è da solo da un pezzo. Deve certamente andare a governare le sue bestie e probabilmente a finire di vangare un filare di viti, come ogni sera o quasi. È in questo che è conosciuto sopratutto il Cini, questo il suo vero cognome che pochi conoscono ed usano, nella sua capacità di vangare senza apparente fatica e senza soluzione di continuità. Poi c'è il Micheli, il marito di Tetta, che fa pariglia col Dainelli. Gino di Gazzino seguito da Giovanna, la figlia di mezzo. Mentre Mandorlino e Gosto, rientrano in piazza dell'Ospedale percorrendo la scorciatoia tagliata nel ciglione sotto la casa di Pellegrina.

- “Quello è il Valleggi... Centolire deve essere stato a chiacchiera tutto il pomeriggio, neppure il cappello ha un granello di polvere o un po' di pula... i Mancini fanno ritorno in San Maiano facendo il giro più lungo passando di Gargozzi; quanto hanno lavorato!” - È nonno Nuti che accompagna ogni gruppetto con un commento, fino a quando - “Ma c'era il Tofani? Non mi pare di averlo visto. Eppure se si tratta di approfittare di un bicchiere di vino, non resta mai addietro!!” - E invece c'era, in compagnia di Rigoletto e di Cento Lire, del Toni di Scacciapuce con la moglie Irma partiti per primi tagliando per i campi - “andiamo a governare le beste” - e s'erano avventurati su per i campi di Gazzino, arrampicandosi da un ciglione a l'altro.

Poi i vecchietti del ricovero, gli ultimi ad andarsene, non prima di aver scolato gli ultimi fiaschi di vino, dei pochi residui rimasti, con alla testa Ghigo a tener per mano Giannino oramai cieco da anni. Gruppetti indistinti che si allontanano, tra vecchi e giovani, uomini e donne, chi a scendere chi a salire diretti verso casa, che l'ora di cena è oramai prossima. Tutti in movimento su quella salita che porta alla Cappellina e proprio su quelle scale, inginocchiato, inconfondibile il suo saio, il frate cercatore, oramai vicino al suo convento, quello dei Cappuccini, appena dopo casa Taddei. Prega tenendosi stretta la bisaccia, probabilmente ricolma di grano fresco di battitura, dopo essere stato ai margini dell'aia tutto il pomeriggio, con la corona in mano a sgranare marie.

Tutto in un colpo d'occhio! a scolpire nella memoria quel particolare momento, liturgie comprese, mentre, noi bambini, scalpitiamo impazienti perché sappiamo che è il nostro momento, quello di immergersi in quella realtà che dal vivo ci viene negata. Qualcuno ad assistere, già dalla mattina, ai margini, sotto stretta sorveglianza di qualcuno di casa, nonni sopratutto, tenuti anche alla larga dagli uomini al lavoro; loro le occhiatacce e gli urlacci capaci di perforare il clangore della battitura.

Ma a macchine oramai ferme, lontani gli uomini di guardia, fonti di pericolo messe a tacere, inondiamo quell'aia, per quel gioco a lungo sognato ad imitare, nella misura del possibile, ogni gesto di questo o di quello, pensando - "quando sarò grande..." - mentre qualcuno ripete a più riprese... - "non vi avvicinate troppo al trattore è caldo, vi brucereste" - I più grandi a contendersi i punti più in alto sulla trebbiatrice, chi alla guida del trattore. Per noi più piccoli, liberi gli scivoli di lato, qualche predellino, i parafanghi del trattore, quali trampolini a tuffarsi nella pula ammassata attorno alle ruote del trattore e della trebbiatrice. Quasi un battesimo ripetuto, a risalire e a ridiscendere, fino al grido di richiamo per la cena, ripetuto da più punti, dagli orti sovrastanti quell'aia, quando abbiamo assunto pressapoco l'aspetto dei nostri zii, dei nostri babbi addetti alla battituta: polverosi dal capo ai piedi.- "A cena! Forza! … ma dopo cena nell'orto... il conchino è pieno d'acqua calda, è tutto il giorno che è al sole." - E così sia! Obbedisco volentieri a mamma dopo una giornata come questa.

Immagine del vicolo di Borghizzi
Filippo Del Campana Guazzesi – Fine XIX secolo
Immagine tratta da Il silenzio del negativo. Filippo Del Campana Guazzesi fotografo in San Miniato, a cura di G. Marcenaro, CRSM, Sagep Editrice, Genova, 1981, p. 173, n. 213.
Utilizzo ai sensi art. 85-ter comma 2 della Legge 22 aprile 1941, n. 633
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martedì 16 agosto 2016

CALENDARIO - AGOSTO

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In questa pagina sono disponibili i links che rimandano ai varie pagine, una per ogni giorno del mese di AGOSTO In ciascuna di esse, sono elencate le notizie pertinenti al singolo giorno, corredati da riferimenti o a post del blog che ne trattano in maniera più approfondita.

NB. Il Calendario è un progetto di catalogazione in continuo aggiornamento e suscettibile di modifiche e integrazioni nel tempo. Chiunque può contribuire al Calendario, segnalando eventi, fatti e circostanze, inviandoci un'e-mail all'indirizzo della pagina CONTATTI.


sabato 13 agosto 2016

GIORNO PER GIORNO A SAN MINIATO - 01 AGOSTO

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In questa pagina sono elencate le notizie sanminiatesi avvenute nel giorno 01 AGOSTO.

1928
Con delibera del 1 agosto 1928 la Giunta Municipale di San Miniato commissionò al Canonico Francesco Maria Galli Angelini la realizzazione delle pitture nel “salone di attesa”, oggi Sala Consiliare del Comune di San Miniato.
RIFERIMENTI:
ASCSM, Registro delle Deliberazioni di Giunta, 49, 1 agosto 1928, in R. Roani, La decorazione del Palazzo Comunale fra arte, storia e restauro, in R. Roani e L. Latini (a cura di), San Miniato, immagini e documenti del patrimonio civico della città, Ecofor, Pacini Editore, San Miniato, 1998, pag. 56.
RIF. SMARTARC:
MADONNA IN TRONO CON BAMBINO CIRCONDATA DALLE VIRTU’ CARDINALI E TEOLOGALI” (prima parte)

1944
Il 1 luglio 1944, a pochi giorni dalla Strage del Duomo di San Miniato, il Capitano J. R. Grower dell'esercito americano stilò una relazione sull'episodio, dopo aver interrogato Don Guido Campigli, Don Luigi Neri, del medico Dott. Domenico Parisi.

2015
Il 1 agosto 2015 venne inaugurato il fontanello per la distribuzione dell'acqua presso Piazza Vittime della Strage di Bologna a Ponte a Elsa.
RIFERIMENTI:
RIF. SMARTARC:


GIORNO PER GIORNO A SAN MINIATO - 02 AGOSTO

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02 AGOSTO


In questa pagina sono elencate le notizie sanminiatesi avvenute nel giorno 02 AGOSTO.

1838
Con il motuproprio del 2 agosto 1838, Leopoldo II aveva riformato profondamente l’organizzazione della giustizia nel Granducato di Toscana. Venne istituita la Corte Regia, costituita dal giudice d’appello civile e criminale, con giurisdizione per l’intero Granducato, e con sede a Firenze. Furono abolite le ruote, e furono istituiti i cosiddetti tribunali collegiali di prima istanza, civili e criminali, nelle città di Firenze, Livorno, Pisa, Siena, Arezzo, Grosseto, Pistoia, San Miniato, Montepulciano, e di Rocca San Casciano.
RIFERIMENTI:
RIF. SMARTARC:

1958
Con la convenzione stipulata il 2 Agosto del 1958 fra l'Università di Pisa, con la Clinica Neurologica e la Clinica Pediatrica, la Stella Maris divenne un "Centro di Ricerca dei disturbi del cervello e della mente nei bambini e negli adolescenti."
RIFERIMENTI:
RIF. SMARTARC:

1959
Il 2 agosto 1959, presso i locali del Conservatorio di Santa Chiara, si aprì a San Miniato la mostra dedicata a Lodovico Cardi detto “Il Cigoli”.
RIFERIMENTI:
RIF. SMARTARC:

1959
Il 2 agosto 1959 entrò in funzione l'elettrodotto che collegò alla rete della distribuzione elettrica le località di Campriano, Corniano, Mengrano, Meleto, Orlo e Mellicciano. Lo ricorda l'iscrizione collocata alla base di un'edicola votiva realizzata in Loc. Poggio Barco, fra San Quintino e Campriano, in prossimità dell'odierno tracciato "ufficiale" dalla via Francigena.
RIFERIMENTI:
RIF. SMARTARC:


GIORNO PER GIORNO A SAN MINIATO - 03 AGOSTO

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03 AGOSTO


In questa pagina sono elencate le notizie sanminiatesi avvenute nel giorno 03 AGOSTO.

1733
Il 3 agosto 1733 nacque il Canonico Filippo Antonio Buonaparte (San Miniato, 3 agosto 1733 – 24 dicembre 1799), celebre per l'incontro con Napoleone nel 1796.
RIFERIMENTI:
A. Lensi, Napoleone a Firenze, Firenze, 1936, pp. 7-8; D. Lotti, San Miniato. Vita di un'antica città, SAGEP, Genova, 1980, pp. 181 e 324; A. M. Fortuna, Napoleone dalla Scuola Militare alla Rivoluzione. I manoscritti Ashburnham 1873 della Biblioteca Mediceo-Laurenziana con una nota su San Miniato e le origini dei Bonaparte, «Scriptorium Florentinum», II, Corradino Mori, Firenze, 1983, p. XVIII;Atto di morte del Canonico Filippo Buonaparte in San Miniato giacobina e napoleonica (1796-1799), a cura di V. Bartoloni, catalogo della mostra 11 luglio – 31 agosto 1997), Comune di San Miniato, Bandecchi & Vivaldi, Pontedera, 1997 n. IV, 14, p. 73; R. Boldrini, Dizionario Biografico dei Sanminiatesi, Pacini Editore, Pisa, 2001, p. 56; B. Bitossi, Chiesa di Santa Lucia, in Visibile Pregare, Vol. III, a cura di R. P. Ciardi, CRSM, Pacini Editore, Pisa, 2013, pp. 207-208.
RIF. SMARTARC:



GIORNO PER GIORNO A SAN MINIATO - 04 AGOSTO

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04 AGOSTO


In questa pagina sono elencate le notizie sanminiatesi avvenute nel giorno 04 AGOSTO.

1411
Il 4 agosto 1411 nacque Iacopo Cocchi di Niccolò (Firenze, 4 agosto 1411 - 28 giugno 1479), fiorentino vissuto nel XV secolo. Appartenente ad una famiglia legata alla cerchia medicea, ebbe modo di fare una lunga carriera pubblica, ricoprendo innumerevoli incarichi, fra cui, fu per ben due volte Vicario a San Miniato.
RIFERIMENTI:
L. Miglio, Cocchi Donati, Jacopo, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 26, Treccani, 1982.
RIF. SMARTARC:

1733
Il 4 agosto 1733 fu battezzato in Cattedrale il Canonico Filippo Antonio Buonaparte (San Miniato, 3 agosto 1733 – 24 dicembre 1799), celebre per l'incontro con Napoleone nel 1796.
RIFERIMENTI:
D. Lotti, San Miniato. Vita di un'antica città, SAGEP, Genova, 1980, pp. 181 e 324; A. M. Fortuna, Napoleone dalla Scuola Militare alla Rivoluzione. I manoscritti Ashburnham 1873 della Biblioteca Mediceo-Laurenziana con una nota su San Miniato e le origini dei Bonaparte, «Scriptorium Florentinum», II, Corradino Mori, Firenze, 1983, p. XVIII.
RIF. SMARTARC:



GIORNO PER GIORNO A SAN MINIATO - 05 AGOSTO

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05 AGOSTO


In questa pagina sono elencate le notizie sanminiatesi avvenute nel giorno 05 AGOSTO.

1783
A seguito della soppressione della chiesa dei SS. Jacopo e Filippo di Pancole, il 5 agosto del 1783, furono incaricati i canonici Persio Migliorati e Giovanni Mercati, quest'ultimo poi sostituito da Giovanbattista Cardi Cigoli con delibera del 9 febbraio 1784. I canonici delegati stabilirono che il rettore della chiesa dei SS. Jacopo e Filippo, Lorenzo Taglialagamba, mantenesse le rendite che gli spettavano fino a quel momento, compresi quelli per gli obblighi liturgici, consistenti nei frutti dell'abitazione, il terreno, il barile di vino per le messe e un barile d'olio a titolo di pensione.
RIFERIMENTI:
Archivio del Capitolo della Cattedrale, Delibere Capitolari, n. 13, delibb. 5 agosto 1783 e 9 febbraio 1784; Cfr. D. Fiordispina e M. Parentini, La chiesa dei SS. Jacopo e Filippo a Pancole e la sua trasformazione, in Id., La Casa del Cuore, Casa di Riposo e Fondazione Del Campana Guazzesi, FM Edizioni, San Miniato, 2001, pp. 47, 54.
RIF. SMARTARC:

1912
Il 5 agosto 1912 morì il Canonico Emilio Marrucci (San Miniato, 1846 – 5 agosto 1912). Fu Presidente della Misericordia nel 1884 e Direttore della Cassa di Risparmio di San Miniato dal 1887 al 1897. Fornì le informazioni a Gaetano Milanesi per la ricerca sulla manifattura di ceramica a San Miniato.
RIFERIMENTI:
RIF. SMARTARC:

1920
Durante la seduta del 5 agosto 1920, il Consiglio della Ven. Arciconfraternita di Misericordia di San Miniato deliberò di apporre sulla facciata della chiesa della SS. Trinità una lapide a ricordo dei confratelli caduti durante la Prima Guerra Mondiale.
RIFERIMENTI:
Archivio della Venerabile Arciconfraternita di Misericordia di San Miniato, Protocolli delle deliberazioni del Consiglio e del Magistrato, 1914-1925, seduta del 5 agosto 1920.
RIF. SMARTARC:

1944
Il 5 agosto 1944 fu nominata la nuova Giunta comunale di San Miniato dal Governo Alleato. Era costituita da Emilio Baglioni (Sindaco), Alessio Alessi, Giulio Buggiani, Gino Giunti, Fioravante Mori, Ermanno Taviani, Genesio Ulivelli. Seppur con alcuni avvicendamento, rimase in carica fino al 17 marzo 1946.
RIFERIMENTI:
Archivio Storico del Comune di San Miniato, F200 S062 UF184, 22 Luglio 1944. Inchiesta Eccidio del Duomo, fasc. n. 1, Relazione dell'Inchiesta
M. Parentini, Gli amministratori di San Miniato dall'Unità d'Italia, in San Miniato 150. Un anno tricolore sotto la rocca nell'anniversario dell'Unità d'Italia, Comune di San Miniato, Grafiche Leonardo, San Miniato, 2011, p. 132.
RIF. SMARTARC:



GIORNO PER GIORNO A SAN MINIATO - 06 AGOSTO

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06 AGOSTO


In questa pagina sono elencate le notizie sanminiatesi avvenute nel giorno 06 AGOSTO.

RIFERIMENTI:

RIF. SMARTARC:


GIORNO PER GIORNO A SAN MINIATO - 07 AGOSTO

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07 AGOSTO


In questa pagina sono elencate le notizie sanminiatesi avvenute nel giorno 07 AGOSTO.

1843
Il 7 agosto 1843 venne inaugurata la statua di Leopoldo II in Piazza Buonaparte a San Miniato, opera dello scultore fiorentino Luigi Pampaloni e fortemente voluta dal can. Pietro Bagnoli, come gesto di ringraziamento per aver dotato San Miniato di un Tribunale di Prima Istanza, della Sotto-Prefettura e della Cassa di Risparmio.
RIFERIMENTI:
Nello scoprimento della statua rappresentante sua Altezza Imperiale e Reale il Granduca Leopoldo II eretta nella Piazza Leopolda di Samminiato, Allocuzione del Cav. Prof. Pietro Bagnoli, Tip. Granducale, Firenze, 1845; G. Piombanti, Guida della Città di San Miniato al Tedesco, Tipografia Ristori, San Miniato, 1894, pp. 43-44.
RIF. SMARTARC:
BASETTONE (quarta parte) – Inaugurazione del Canapone


2006
Nell'ambito dell'indagine sulla Strage del Duomo di San Miniato, il 7 agosto 2001 la Procura Militare di La Spezia acquisì agli atti il libro di Paolo Paoletti, 1944 San Miniato. Tutta la verità sulla strage.


GIORNO PER GIORNO A SAN MINIATO - 08 AGOSTO

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08 AGOSTO


In questa pagina sono elencate le notizie sanminiatesi avvenute nel giorno 08 AGOSTO.

1329
L'8 agosto 1329 fu stipulata la Pace di Montopoli tra Pisani e Fiorentini. Fra le varie clausole della resa, Pisa si impegnò a restituire i territori conquistati, entro il tempo di 50 giorni. Fra questi, anche alcuni castelli sanminiatesi ancora non riconsegnati dal tempo della Pace di Napoli (1317). La Repubblica Fiorentina prese sotto la sua giurisdizione praticamente tutto il medio Valdarno Inferiore. Anche se formalmente libero comune, San Miniato entrò definitivamente a gravitare attorno all’orbita di Firenze. I castelli sanminiatesi ancora non restituiti furono presi in consegna dai fiorentini. La Torre di San Romano venne ceduta al Comune di Montopoli. Stibbio, Montebicchieri, Comugnori, Leporaja e Cigoli non furono restituiti a San Miniato e andarono a costituire il Comune di Cigoli, che si reggerà fino alle riforme leopoldine del 1774.
RIFERIMENTI:
RIF. SMARTARC:

1349
All'8 agosto 1349 è datato l'atto concernente il prestito elargito a Giovanni del fu Piero da San Miniato da parte di Angelo del fu Michele da San Miniato, fissato nella somma di 70 fiorini. L'atto è afferente ai Frati del Convento dell'Ordine di Sant'Agostino, eretto presso la chiesa di Santa Caterina a San Miniato.
RIFERIMENTI:
Archivio di Stato di Firenze, Diplomatico, San Miniato, Sant'Agostino, 1349, 8 agosto

1907
L'8 agosto 1907 terminò il mandato episcopale di Mons. Pio Alberto Del Corona, diciottesimo vescovo della Diocesi di San Miniato dal 1875.
RIFERIMENTI:
RIF. SMARTARC:

1920
L'8 agosto 1920, presso la chiesa di Santa Caterina a San Miniato, venne scoperta la lapide in memoria dei Caduti nella Prima Guerra Mondiale aderenti alla Società Cattolica Fides.
RIFERIMENTI:
«La Vedetta», anno II, n. 30 del 1 agosto 1920, p. 2; «La Vedetta», anno II, n. 32 del 15 agosto 1920, p. 2.
RIF. SMARTARC:
LA LAPIDE DEI CADUTI DELLA "FIDES" SULLA FACCIATA DELLA CHIESA DI SANTA CATERINA A SAN MINIATO - 1920

1921
L'8 agosto 1921 venne scoperta l'epigrafe alla memoria dei Caduti della Prima Guerra Mondiale presso la Chiesa di San Pietro alle Fonti a La Scala.
RIFERIMENTI:
«La Vedetta», Anno III, n. 32, del 14 agosto 1921, p. 3
RIF. SMARTARC:
L'EPIGRAFE DEI CADUTI NELLA CHIESA DI SAN PIETRO ALLE FONTI A LA SCALA

1954
L'8 agosto 1954, a pochi giorni dalle celebrazioni del 10° anniversario della Strage del Duomo e dell'inaugurazione della "prima" lapide sul Municipio di San Miniato, il Canonico Enrico Giannoni, detto "Seccavigne", pubblicò la seconda parte della propria "controinchiesta" sul tragico eccidio, arrivando a conclusioni diametralmente opposte alla linea ufficiale (la prima parte era stata pubblicata il 21 luglio 1954).
RIFERIMENTI:



GIORNO PER GIORNO A SAN MINIATO - 09 AGOSTO

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09 AGOSTO


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1905
Il 9 agosto 1905 nacque Pietro Bucalossi (San Miniato, 9 agosto 1905 – Milano, 15 marzo 1992). Fu un medico oncologo di fama internazionale, oltre ad aver ricoperto incarichi politici di grande rilievo come Sindaco di Milano (1964-1967) e come deputato nelle file del Partito Socialista Democratico Italiano e poi del Partito Repubblicano.
RIFERIMENTI:
RIF. SMARTARC:



GIORNO PER GIORNO A SAN MINIATO - 10 AGOSTO

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10 AGOSTO


In questa pagina sono elencate le notizie sanminiatesi avvenute nel giorno 10 AGOSTO.

Il 10 agosto la Chiesa Cattolica ricorda San Lorenzo Martire. A San Miniato è presente la chiesa di San Lorenzo a Nocicchio.
RIFERIMENTI:
RIF. SMARTARC:

1313
Il 10 agosto 1313 l'Imperatore Arrigo IV di Lussemburgo partì con 4000 cavalieri da Pisa alla volta di Siena, passando da San Miniato.
RIFERIMENTI:
O. Banti, Cronaca di Pisa di Ranieri Sardo, Fonti per la Storia d'Italia, Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, Roma, 1963, pp. 57-58.
RIF. SMARTARC:

1488
Con atto del 10 agosto 1488 venne costituito il Capitolo dei Canonici della Collegiata dei SS. Maria e Genesio poi Cattedrale dal 1622.
RIFERIMENTI:

RIF. SMARTARC:


GIORNO PER GIORNO A SAN MINIATO - 11 AGOSTO

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11 AGOSTO


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1350
All'11 agosto 1350 è datato l'atto concernete la vendita di una abitazione con orto annesso, da parte di Iacopo del fu Chele da San Miniato a Leonardo del fu Lapo, anch'egli di San Miniato. L'atto è afferente ai Frati del Convento dell'Ordine di Sant'Agostino, eretto presso la chiesa di Santa Caterina a San Miniato.
RIFERIMENTI:
Archivio di Stato di Firenze, Diplomatico, San Miniato, Sant'Agostino, 1350, 11 agosto

1915
L'11 agosto 1915 morì Giovanni Battista Fontana di Cipriano (Villa Basilica (LU), 4 gennaio 1889 - Mondovì, 11 agosto 1915), originario della lucchesia, fu abitante a Isola. Partecipò alla Prima Guerra Mondiale come Soldato inquadrato nel 22° Reggimento Fanteria. Morì a Mondovì per malattia.
RIFERIMENTI:

1944
L'11 agosto 1944 l'Ufficiale del Governo Alleato Frederick Hartt scrisse una nota informativa a proposito di Palazzo Grifoni a San Miniato e degli oggetti in esso ricoverati, fra cui dipinti e manoscritti della biblioteca Labronica di Livorno.
RIFERIMENTI:
RIF. SMARTARC:


GIORNO PER GIORNO A SAN MINIATO - 12 AGOSTO

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12 AGOSTO


In questa pagina sono elencate le notizie sanminiatesi avvenute nel giorno 12 AGOSTO.

1916
Il 16 agosto 1916 morì Giuseppe Gallerini di Carlo (San Miniato, 18 febbraio 1884 - Monte San Marco, 12 agosto 1916), abitante a Balconevisi. Partecipò alla Prima Guerra Mondiale come soldato inquadrato nel 11° Reggimento Fanteria. Morì per ferite riportate in combattimento.
RIFERIMENTI
RIF. SMARTARC:
Albo d'Oro dei Caduti Militari della Guerra 1915-18, Vol. XXIII, Toscana I, Ministero della Guerra, 1926, p. 369.

1920
Durante la seduta del 12 agosto 1920, il Consiglio della Ven. Arciconfraternita di Misericordia di San Miniato dette incarico al Presidente ed al Provveditore di occuparsi e di provvedere a quanto necessario per l'opposizione di una lapide sulla facciata della chiesa della SS. Trinità, a ricordo dei confratelli caduti durante la Prima Guerra Mondiale.
RIFERIMENTI:
Archivio della Venerabile Arciconfraternita di Misericordia di San Miniato, Protocolli delle deliberazioni del Consiglio e del Magistrato, 1914-1925, seduta del 12 agosto 1920.
RIF. SMARTARC:

1922
Il 22 agosto 1922 la Giunta Municipale del Comune di San Miniato deliberò di intitolare una strada al Generale Paolo Maioli, morto nella Prima Guerra Mondiale.
RIFERIMENTI:
Archivio Storico del Comune di San Miniato, Archivio Postunitario, F200 S020 UF012, Deliberazioni della Giunta Municipale, Delibera n. 159 del 12 agosto 1922.
RIF. SMARTARC:


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