giovedì 31 ottobre 2013

APSM-ADIA-04B-003 EPIGRAFE PIEVE DI CORAZZANO

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APSM-ADIA-04B-003
EPIGRAFE SULLA FACCIATA DELLA PIEVE DI CORAZZANO


SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Frammento di epigrafe
Epoca: Romana, Periodo Imperiale (I-II sec. d.C.)
Rinvenimento: -
Località: Corazzano, Pieve di San Giovanni
Collocazione: Facciata Pieve di San Giovanni
Id: APSM-ADIA-04B-003

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DESCRIZIONE SINTETICA
Nella facciata della Pieve di San Giovanni a Corazzano è inserito, nella muratura in laterizio, un frammento di epigrafe (cm 39x31) d'epoca Romana, periodo Imperiale (I-II sec. d.C.). L'iscrizione mutila deve essere accostata ad un altra, proveniente dall'altare della chiesa di Sant'Andrea di Corniano e trasferita nel '700 dal Vescovo Poltri all'interno della Curia Vescovile di San Miniato, e qui murata.
Le due porzioni dell'epigrafe si riferiscono ad una dedica, mutila, alla Dea Bona (tipica divinità legata alla fecondità), realizzata per conto da Lucius Venuleius e da suo figlio Lucis.
La provenienza dovrebbe essere la Valdegola, anche se rimane ignota la collocazione originaria.


BIBLIOGRAFIA (Epigrafe)
- Corpus Inscriptionum Latinarum (CIL), Accademia di Berlino, XI, 1734.
- G. Ciampoltrini, Un nuovo frammento di CIL XI, 1735. CIL XI, 1734 e 1735 "ritrovate", in Epigraphica, n. 42, 1980, pp. 160ss.
- G. Ciampoltrini, L'insediamento tra Era e Elsa dall'età dei metalli alla tarda antichità, in Le Colline di San MIniato (Pisa). La natura e la storia, Supplemento n. 1 ai Quaderni del Museo di Storia Naturale di Livorno, n. 14, 1995, p. 71.
- G. Ciampoltrini, Gli ozi dei Venulei. Considerazioni sulle Terme di Massaciuccoli, in Prospettiva, nn. 73-74, 1995, pp. 119ss.
- A. M. Andermahr, Totus in praediis, Bonn, 1998, pp. 472ss.
- G. Ciampoltrini, Il territorio di San Miniato e i Venulei, in G. Ciampoltrini e M. C. Guidotti (a cura di), Segni e lettere. Alcune scritture antiche del Mediterraneo: dal cuneiforme al latino. Catalogo della Mostra, Museo didattico sulla Civiltà della Scrittura, Soprintendenza Archeologica per la Toscana, Comune di San Miniato, 2000, pp. 91-96.
- G. Ciampoltrini, Museo Archeologico, Sistema Museale di San Miniato, 2008, pp. 29-31

 

mercoledì 30 ottobre 2013

APSM-ADIA-04B-002 EPIGRAFE E STELE DI CORNIANO

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APSM-ADIA-04B-002
EPIGRAFE E STELE DI CORNIANO


SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Frammento di epigrafe e stele funeraria
Epoca: Romana, Periodo Imperiale (I-II sec. d.C.)
Rinvenimento: XVIII secolo
Località: Loc. Corniano, Chiesa di Sant'Andrea
Collocazione: Curia Vescovile di San Miniato
Id: APSM-ADIA-04B-002

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DESCRIZIONE SINTETICA
Dall'altare della chiesa di Corniano provengono un frammento di epigrafe (cm 62x53) ed una stele funeriaria d'epoca Romana, periodo Imperiale.
La porzione dell'epigrafe fa il paio con l'altra murata sulla facciata della Pieve di Corazzano (cm 39x31), e si riferisce ad una dedica, mutila, alla Dea Bona (tipica divinità legata alla fecondità), realizzata per conto da Lucius Venuleius e da suo figlio Lucis.
La stele funeraria è un vero e proprio monumento funebre, realizzato per la famiglia dei Lauselii, dedicato da Marcus Lauselius Tacitus, Lauselia Tacita (i figli) e da Faesonia Sabina e Marcus Lauselius Sabinus (i nipoti) ai capostipiti Marcus Lauselius Maximus e Caulia Thyche.
Entrambi i manufatti appartenevano alla mensa d'altare della Chiesa di Sant'Andrea a Corniano e furono trasferiti nel '700 dal Vescovo Poltri all'interno della Curia Vescovile di San Miniato, e qui murati. La presenza dell'altro frammento di epigrafe collocato sulla facciata della Pieve di Corazzano lascia ipotizzare una provenienza dalla Valdegola, anche se rimangono ignote le rispettive collocazioni originarie.

Per vedere la stele funeraria dei Lauselii, accedi alla pagina dedicata sul portale Epigraphik Datenbank Claus/Sla: CLICCA QUI


Il testo pubblicato in Corpus Inscriptionum Latinarum (CIL), Accademia di Berlino, XI, Parte Prima, Berlino, 1888, p. 323.

1734 una cum n. 1735 "serviva di mensa da altare nella ch. di Corliano diocesi di Sanminiato"; eas Poltrius episcopus S. Miniati curavit trasferendas Florentiam et infingendas in suis aedibus EPHEM., ibi addit scriptor, cum duae sint Corliano in hac dioecesi, altera "vicino a Fucecchio" altera "nella val d'Elsa", hanc sibi videri intelligendam. - Fani S. Miniatis Teutoni in palatio episc. DON., parum accurate cf. n. 1735.
D - M
M - LAVSELIO MAXSIMO
ET CAVLIAE THYCHE
LAVSELIUS
(5) TACITVS
ET LAVSELIA TACITA
PARENTIBVS ET
FAESONIA SABINA
ET LAVSELIVS
(10) SABINVS
NEPTES M
POSVerunT

Ephem Florent. 1751, p. 353; Donati 383, 12.
2 in M. eph, deletam significat Don. - 3 THYCHE eph, TYCHAE Don. - 4 LAVXSELIUS Don. - 10 in. haiatum significat DOn., om. eph., fuit fortasse M F. - SABINA Don. - 12 POSV ... T eph., POSVERUNT Don.

1735 una cum n. 1734 "serviva di mensa da altare nella chiesa di Corliano diocesi Sanminiato", unde Poltrius episcopus transtulit Florentinam in aedes sua EPHEM. Fani S. Miniatis Teutoni in palatio episcopali DON., errore puto, quod apographum acceperat per hanc episcopum.

BONAE
L - VENVLEIVS
ET - L - APRONinaus
(5) LAETITIA - ET - CELERINA - VXO

Ephem. Florent. 1761, p. 357; Donati 49, 7 "exscr. antistes Dominicus Poltri".

(5) esse minoribus letteris exaratum notat Don.;
LAETITIA - ET - CLERINA  VXO... eph., LAETITIA CELERINAE UXORI Don. Fuisse 1 Bonae [deae], 5 uxo[res] concit Mommsen.
Cf. supra n. 1432. 1433.

BIBLIOGRAFIA (Epigrafe)
Corpus Inscriptionum Latinarum (CIL), Accademia di Berlino, XI, Parte Prima, Berlino, 1888, nn. 1734-1735, p. 323.
- G. Ciampoltrini, Un nuovo frammento di CIL XI, 1735. CIL XI, 1734 e 1735 "ritrovate", in Epigraphica, n. 42, 1980, pp. 160ss.
- G. Ciampoltrini, Gli ozi dei Venulei. Considerazioni sulle Terme di Massaciuccoli, in Prospettiva, nn. 73-74, 1995, pp. 119ss.
- A. M. Andermahr, Totus in praediis, Bonn, 1998, pp. 472ss.
- G. Ciampoltrini, Il territorio di San Miniato e i Venulei, in G. Ciampoltrini e M. C. Guidotti (a cura di), Segni e lettere. Alcune scritture antiche del Mediterraneo: dal cuneiforme al latino. Catalogo della Mostra, Museo didattico sulla Civiltà della Scrittura, Soprintendenza Archeologica per la Toscana, Comune di San Miniato, 2000, pp. 91-96.
- G. Ciampoltrini, Museo Archeologico, Sistema Museale di San Miniato, 2008, pp. 29-31

BIBLIOGRAFIA (Stele)
Corpus Inscriptionum Latinarum (CIL), Accademia di Berlino, XI, 1735.
- G. Ciampoltrini, Le stele funerarie d'età imperiale dell'Etruria Settentrionale, in Prospettiva, n. 30, 1982, p. 11, n. 51.
- G. Ciampoltrini, L'insediamento tra Era e Elsa dall'età dei metalli alla tarda antichità, in Le Colline di San Miniato (Pisa). La natura e la storia, Supplemento n. 1 ai Quaderni del Museo di Storia Naturale di Livorno, n. 14, 1995, pp. 60, 71.
- G. Ciampoltrini, Il territorio di San Miniato e i Venulei, in G. Ciampoltrini e M. C. Guidotti (a cura di), Segni e lettere. Alcune scritture antiche del Mediterraneo: dal cuneiforme al latino. Catalogo della Mostra, Museo didattico sulla Civiltà della Scrittura, Soprintendenza Archeologica per la Toscana, Comune di San Miniato, 2000, pp. 91-96

 

APSM-ADIA-03B-001 LUCERNA DI POGGIO TAGLIATO

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LUCERNA DI POGGIO TAGLIATO


SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Lucerna (lampada ad olio)
Epoca: Etrusca, Periodo Arcaico (VII-IV sec. a.C.)
Rinvenimento: ?
Località: Loc. Poggio Tagliato
Collocazione: Collezione del Comune di San Miniato
Id: APSM-ADIA-03B-001

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DESCRIZIONE SINTETICA
La lucerna in argilla, secondo una tradizione orale non verificabile, fu rinvenuta in Loc. Poggio Tagliato in epoca imprecisata. La lampada, rimasta mutila del beccuccio e con tracce di vernice rossa, probabilmente è un prodotto locale ad imitazioni dei più comuni esempi "africani", in produzione fra il VII e il IV sec. a.C. Attualmente è conservata nella Collezione del Comune di San Miniato.


BIBLIOGRAFIA
- G. Ciampoltrini, La collezione archeologica del Palazzo Comunale di San Miniato, in Miscellanea Storica della Valdelsa, n. 86, fasc. 1-3, 1980, p. 141.
- G. Ciampoltrini, Il museo archeologico di San Miniato. L'antica collezione comunale, Sistema Museale di San Miniato, Bandecchi & Vivaldi, Pontedera, 2008, pp. 35-36.

 

martedì 29 ottobre 2013

APSM-ADIA-04B-001 CORREDO TOMBALE ROMANO (?) - BUCCIANO

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APSM-ADIA-04B-001
CORREDO TOMBALE ROMANO (?) - BUCCIANO


SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Materiali sepolture
Epoca: Romana, Periodo Imperiale (II sec. d.C.)
Rinvenimento: 1938
Località: Bucciano, Loc. Montalbano
Collocazione: Collezione Comune San Miniato
Id: APSM-ADIA-04B-001

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DESCRIZIONE SINTETICA
Nel settembre del 1938, come riportato dall'allora ispettore per la Soprintendenza Can. Francesco Maria Galli Angelini, vennero rivenuti nei pressi di Bucciano (Loc. Montalbano), alcuni materiali che sembrano appartenere ad un corredo tombale d'epoca Romana, periodo Imperiale (III sec. d.C.). In particolare si tratterebbero di recipienti in cotto: una brocca e una olpe.


BIBLIOGRAFIA
- G. Ciampoltrini, La collezione archeologica del Palazzo Comunale di San Miniato, in Miscellanea Storica della Valdelsa, n. 86, fasc. 1-3, 1980, p. 138-139.
- G. Ciampoltrini, L'insediamento tra Era e Elsa dall'età dei metalli alla tarda antichità, in Le Colline di San MIniato (Pisa). La natura e la storia, Supplemento n. 1 ai Quaderni del Museo di Storia Naturale di Livorno, n. 14, 1995, pp. 61, 72.
- G. Ciampoltrini, Il museo archeologico di San Miniato. L'antica collezione comunale, Sistema Museale di San Miniato, Bandecchi & Vivaldi, Pontedera, 2008, pp. 30-31.



 

APSM-ADIA-04A-001 IL RIPOSTIGLIO DI SANTA LUCIA A SCOCCOLINO

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APSM-ADIA-04A-001
IL RIPOSTIGLIO DI SANTA LUCIA A SCOCCOLINO

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SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Monete
Epoca: Romana, Periodo Repubblicano (I sec. a.C.)
Rinvenimento: 1748
Località: San Miniato Basso, popolo di Santa Lucia a Scoccolino
Collocazione: Museo Archeologico Nazionale di Firenze (in parte) - Disperso

DESCRIZIONE SINTETICA
Nel 1748, ai piedi della collina sanminiatese in località Scoccolino, nel popolo di Santa Lucia, venne scoperto un cosiddetto "ripostiglio", ovvero un nascondiglio di monete, contenenti circa 3500 denari in argento. Secondo gli studi effettuati, la rimessa delle monete avvenne intorno all'80 d.C., o almeno a questa epoca corrispondono le monete più recenti.
Il piccolo tesoro fu rinvenuto da una contadinella nei terreni del Senatore Ascanio Sanminiati. Il materiale fu suddiviso fra il proprietario del terreno, la ritrovatrice e il fisco granducale. In parte venduto e in parte confluito nella collezione numismatica del Museo Archeologico Nazionale di Firenze.


BIBLIOGRAFIA
-  Archivio Storico Comune di San Miniato, Preunitario, Vicariato di San Miniato, n. 1018, c. 488.
- P. Zaccaria, Storia Letteraria d'Italia, Libro I, Venezia, 1750, pp. 289-290.
- C. Cavedoni, Ragguaglio Storico Archeologico de' precipui ripostigli antichi di medaglie consolari e di famiglie romane d'argento, Modena, 1854, pp. 16n, 37.
- G.F. Gamurrini, Ripostiglio di monete consolari presso S. Miniato al Tedesco, in Periodico di Numismatica e Sfragistica, n. V, 1873, pp. 251.
- G. H. Crawford, Roman Republican Coins Hoards, London, 1969, p. 98, n. 262.
- G. De Marinis, Topografia storica della Val d'Elsa in periodo etrusco, Biblioteca della Miscellanea Storica della Valdelsa, Società Storica della Valdelsa, 1977, p. 59, 125-126n.
- G. Ciampoltrini, La collezione archeologica del Palazzo Comunale di San Miniato, in Miscellanea Storica della Valdelsa, n. 86, fasc. 1-3, 1980, p. 137.
- G. Ciampoltrini, L'insediamento tra Era e Elsa dall'età dei metalli alla tarda antichità, in Le Colline di San MIniato (Pisa). La natura e la storia, Supplemento n. 1 ai Quaderni del Museo di Storia Naturale di Livorno, n. 14, 1995, p. 60, 70.
- G. Ciampoltrini, "Samminiatensis thesauri". Il ripostiglio di Santa Lucia a Scoccolino, 1748, in Erba d'Arno, XCII-XCIII, 2003, p. 51-60.
- G. Ciampoltrini, Il museo archeologico di San Miniato. L'antica collezione comunale, Sistema Museale di San Miniato, Bandecchi & Vivaldi, Pontedera, 2008, pp. 22-23.
- G. Ciampoltrini, Un crocevia degli itinerari dell'Etruria Settentrionale: l'area di San genesio nel sistema degli insediamenti del Valdarno Inferiore fra VI e II secolo a.C., in F. Cantini e F. Salvestrini (a cura di), Vico Wallari – San Genesio. Ricerca storica e indagini archeologiche su una comunità del medio Valdarno Inferiore fra Alto e Pieno Medioevo, Centro Studi sulla Civiltà del Tardo Medioevo di San Miniato, Firenze University Press, Firenze, 2010, p. 18.
- S. Alberigi, G. Ciampoltrini, Le acque e il vino. Gli scavi 2010-2011 a La Scafa di Pontedera, I Segni dell'Auser, Tipografia La Grafica Pisana, Bientina, 2012, p. 49.



lunedì 28 ottobre 2013

AREE DI INTERESSE ARCHEOLOGICO (APSM-ADIA)

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L'area geografica corrispondente al Comune di San Miniato è ricca di testimonianze archeologiche provenienti da ogni epoca. Il territorio è molto vasto e presenta contesti insediativi anche molto diversi fra loro. Per dare un'idea del patrimonio d'interesse archeologico, seppur in forma sintetica, è proposto l'elenco delle Aree di Interesse Archeologico (ADIA) censite all'interno dell'Atlante del Patrimonio di San Miniato (APSM), in modo da avvicinare il pubblico dei non specialisti alla conoscenza del territorio.
L'indice, per motivi organizzativi, è stato concepito in ordine cronologico. I siti con materiali di epoche diverse, sono stati considerati secondo il periodo più rilevante. Per ciascuna area è stata redatta una scheda sintetica, una breve descrizione, il tutto corredato dalla bibliografia e dal link che rimanda alla posizione sulla mappa.
L'unica eccezione all'indice, per motivi di importanza, è stata attribuita al sito di San Genesio, trattato a parte, indipendentemente dall'ordine cronologico generale.

Per segnalare eventuali imprecisioni, mancanze, etc... vai alla pagina dei CONTATTI.

INDICE GENERALE:

00 SAN GENESIO [ancora non disponibile]
A - Periodo Etrusco Arcaico VII-V sec. a.C.
B - Periodo Etrusco Classico-Ellenistico IV-I sec a.C.
C - Periodo Romano Imperiale I-V sec. d.C.
D - Periodo Tardoantico V-VI sec. d.C.
E - Periodo Longobardo VII-VIII sec. d.C.
F - Periodo Carolingio VIII-IX sec. d.C.
G - Periodo Ottoniano X sec. d.C.
H - Basso Medioevo XI-XIII sec. d.C.


01 ETA' PREISTORICA O DELLA PIETRA
C - Neolitico (6000-5000 a.C.)

02 ETA' PROTOSTORICA O DEI METALLI

03 ETA' ETRUSCA
A - Periodo Orientalizzante VIII-VII sec a.C.
D - Periodo Ellenistico III-I sec. a.C.
A - V sec. a.C.
B - VI sec. a.C.

06 ETA' MEDIEVALE
A - Periodo Longobardo VII-VIII sec. d.C.
B - Periodo Carolingio VIII-IX sec. d.C.
C - Periodo Ottoniano X sec. d.C.
D - Basso Medioevo XI-XIII sec. d.C.
APSM-ADIA-06D-001 INSED. BASSOMEDIEVALE LOC. IL POGGIONE
APSM-ADIA-06D-002 STRADA BASSOMEDIEVALE PONTE A ELSA
APSM-ADIA-06D-003 INSE. BASSOMEDIEVALE LOC. MIGLIANA 
APSM-ADIA-06D-004 CASTELLO DI VENTRIGNANO
E - Tardo Medioevo XIV-XV sec. d.C.
APSM-ADIA-06E-001 VILLAGGIO TARDOMEDIEVALE LOC. BACOLI
APSM-ADIA-06E-002 CASTELLO DI LEPORAIA
APSM-ADIA-06E-003 INSED. TARDOMEDIEVALE LOC. MONTARSO
APSM-ADIA-06E-004 INSED. CASTELLO DI GELLO
APSM-ADIA-06E-005 SCARTI DI FORNACE A CALENZANO 
APSM-ADIA-06E-006 INSED. TARDOMEDIEVALE LOC. CASTELVECCHIO
APSM-ADIA-06E-007 INSED. TARDOMEDIEVALE CIGOLI LOC. POGGIO BARLETTA


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sabato 26 ottobre 2013

APSM-ADIA-03D-002 NECROPOLI ETRUSCA FONTEVIVO

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APSM-ADIA-03D-002
NECROPOLI ETRUSCA FONTEVIVO

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SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Materiali vari sepolture
Epoca: Etrusca, Periodo Ellenistico (III sec. a.C.)
Rinvenimento: 4 maggio 1934
Località: Fontevivo
Collocazione: Museo Archeologico Nazionale di Firenze, Collezione Comune San Miniato
Id: APSM-ADIA-03D-002

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DESCRIZIONE SINTETICA
Il 4 maggio del 1934 furono rivenuti casualmente, durante alcune lavorazioni agricole per impiantare un vigneto, diversi elementi riconducibili a sepolture ed a corredi funerari di epoca etrusca, periodo ellenistico. Il luogo si trovava nei pressi del punto dove, circa cinquant'anni prima, era stata portata alla luce una statua acefala d'epoca etrusco-ellenistica, anch'essa riferibile ad un contesto cimiteriale. La statua e buona parte dei reperti del 1934 sono attualmente conservati in gran parte al Museo Archeologico Nazionale di Firenze e, in misura minore, nella collezione che è esposta al piano terreno del Municipio di San Miniato.


Specchio bronzeo rinvenutoin Località Fontevivo, nel Comune di San Miniato. Collezione Comune di San Miniato. Utilizzo ai sensi dell'articolo 70 c. 1-bis della Legge 22 aprile 1941, n. 633



BIBLIOGRAFIA

- Archivio della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, 9 Pisa 32, anni 1925-1950.
- A. De Agostino, Scoperta di una necropoli etrusca in località «Fonte Vivo», in «Notizie degli scavi di antichità», Atti della R. Accademia Nazionale dei Lincei, Roma, 1935, vol. XI, serie VI, fasc. 1-3, pp. 31-38.
- M. Montagna Pasquinucci, La ceramica a vernice nera del Museo Guarnacci di Volterra, in Mélanges d'Archéologie et d'Histoire de l'Ecole Française de Rome. Antiquité, Paris, 1972, p. 273, nota 1.
- G. De Marinis, Topografia storica della Val d'Elsa in periodo etrusco, Biblioteca della Miscellanea Storica della Valdelsa, Società Storica della Valdelsa, 1977, pp. 59-60, 122.
- G. Ciampoltrini, La collezione archeologica del Palazzo Comunale di San Miniato, in Miscellanea Storica della Valdelsa, n. 86, fasc. 1-3, 1980, pp. 123-137.
- D. Lotti, San Miniato nel Tempo, Catalogo della Mostra San Miniato 20 giugno/30 settembre 1981, Pacini Editore, Pisa, pp. 39-40.
- G. Ciampoltrini, L'insediamento tra Era e Elsa dall'età dei metalli alla tarda antichità, in Le Colline di San MIniato (Pisa). La natura e la storia, Supplemento n. 1 ai Quaderni del Museo di Storia Naturale di Livorno, n. 14, 1995, pp. 61, 67-70.
- L. Bianchetti e P. N. Imbesi, San Miniato (Pisa), Atlante Storico delle Città Italiane, Toscana, n. 6, Bonsignore Editore, Roma, 1998, p. 9.
- G. Ciampoltrini, "Samminiatensis thesauri". Il ripostiglio di Santa Lucia a Scoccolino, 1748, in Erba d'Arno, XCII-XCIII, 2003, p. 57.
- G. Ciampoltrini, Il museo archeologico di San Miniato. L'antica collezione comunale, Sistema Museale di San Miniato, Bandecchi & Vivaldi, Pontedera, 2008, pp. 10-19.
- G. Ciampoltrini, R. Manfredini, C. Spataro, Il cippo etrusco da Sant'Ippolito di Santa Maria a Monte. Paesaggi e insediamenti nel Medio Valdarno Inferiore tra VI e II secolo a.C., La Grafica Pisana, Bientina, 2008, pp. 54, 57.
- C. Spataro, San Miniato (PI). Saggi diagnostici per la valutazione dell'impatto archeologico in via Fontevivo, Notiziario per la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, n. 4, I, 2008, pp. 234-236.
- G. Ciampoltrini, Un crocevia degli itinerari dell'Etruria Settentrionale: l'area di San genesio nel sistema degli insediamenti del Valdarno Inferiore fra VI e II secolo a.C., in F. Cantini e F. Salvestrini (a cura di), Vico Wallari – San Genesio. Ricerca storica e indagini archeologiche su una comunità del medio Valdarno Inferiore fra Alto e Pieno Medioevo, Centro Studi sulla Civiltà del Tardo Medioevo di San Miniato, Firenze University Press, Firenze, 2010, pp. 16-18.






APSM-ADIA-03D-001 STATUA ETRUSCA ACEFALA

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APSM-ADIA-03D-001
STATUA FEMMINILE ACEFALA – FONTEVIVO MONTAPPIO


SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Statua femminile acefala
Epoca: Etrusca, Periodo Ellenistico (III sec. a.C.)
Rinvenimento: 1891
Località: Fontevivo - Montappio
Collocazione: Museo Archeologico Nazionale di Firenze (Villa di Castello)
Id: APSM-ADIA-03D-001

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DESCRIZIONE SINTETICA
La statua, riconducibile al III secolo a.C. (Periodo Ellenistico), fu rinvenuta nei pressi della località Fontevivo e dal 1891 è conservata nell'ambito del Museo Archeologico Nazionale di Firenze.
La statua, delle dimensioni di 103 cm di altezza per una larghezze di 33 cm alla base, è realizzata in marmo “italico”, probabilmente Apuano. Rappresenta una figura femminile, di cui è andata perduta la testa. Sul corpo indossa una lunga tunica, fermata in vita, che prende il nome di “chitone”. Nella parte superiore, il mantello doveva avvolgere la testa e la parte del corpo stesso, ma non il petto. Il braccio destro, aderente al busto, termina con la mano che trattiene l'abito. Il braccio sinistro, anch'esso aderente col resto del corpo, termina con la mano che stringe quella che è stata riconosciuta come una melagrana. Sulla parte alta del busto, all'attacco con il collo, si riconoscono una collana a pendenti e alcune ciocche di capelli. Sul braccio destro si riconosce un altro elemento decorativo, simile ad un braccialetto alto o ad una “armilla”. Dalla lunga tunica, spuntano i piedi, sistemati con appositi calzari.
Per le sue caratteristiche stilistiche ed estetiche, la statua è stata accostata ad altre similari, come l'esemplare rivenuto a San Martino alla Palma (Scandicci).


Statua acefala di età etrusca rinvenuta
in Loc. Fontevivo, Comune di San Miniato
Museo Archeologico Nazionale di Firenze
Utilizzo ai sensi dell'art. 70 c. 1-bis
Legge 22 aprile 1941, n. 633

BIBLIOGRAFIA
- L. A. Milani, Il museo archeologico di Firenze, Firenze, 1912, p. 162.
- N. Nieri, Aggiunte al foglio I05 della Carta Archeologica d'Italia, in «Studi Etruschi», Istituto di Studi Etruschi ed Italici, Firenze, 1930, vol. IV, p. 344.
- A. De Agostino, San Miniato. Scoperta di una necropoli etrusca in località “Fonte Vivo”, in «Notizie degli scavi di antichità», Atti della Regia Accademia Nazionale dei Lincei, Roma, 1935, vol. XI, serie VI, fasc. 1-3, p. 33.
- A. De Agostino, Statue e statuette femminili con l'attributo della melograna, in «Studi Etruschi», Istituto di Studi Etruschi ed Italici, Firenze, 1936, vol. X, pp. 93-94, tav. XXXI.
- A. Andrén, Marmora Etruriae, in «Antike Plastik», Deutsches Archaologischen Institut, Berlin, 1967, S7, pp. 32-33, n. 8, tav. 18.
- R. Bianchi Bandinelli, La kourotrophos Maffei del Museo di Volterra, in «Revue Archéologique», Nouvelle Séries, fasc. 2, Paris, 1968, p. 234, fig. 7.
- R. Bianchi Bandinelli, Recensione a A. Andrén, in «Dialoghi d'Archeologia», 1968, Serie II, n. 2, p. 235.
- G. De Marinis, Topografia storica della Val d'Elsa in periodo etrusco, Biblioteca della Miscellanea Storica della Valdelsa, Società Storica della Valdelsa, 1977, p. 59.
- G. Ciampoltrini, La collezione archeologica del Palazzo Comunale di San Miniato, in Miscellanea Storica della Valdelsa, n. 86, fasc. 1-3, 1980, p. 137.
- M. Bonamici, in S. Settis (a cura di), Camposanto Monumentale di Pisa. Le antichità II, Modena, 1984, p. 268ss.
- G. Ciampoltrini, L'insediamento tra Era e Elsa dall'età dei metalli alla tarda antichità, in Le Colline di San MIniato (Pisa). La natura e la storia, Supplemento n. 1 ai Quaderni del Museo di Storia Naturale di Livorno, n. 14, 1995, pp. 60-61, 69.
- G. Ciampoltrini, Il museo archeologico di San Miniato. L'antica collezione comunale, Sistema Museale di San Miniato, Bandecchi & Vivaldi, Pontedera, 2008, pp. 21-22.
- C. Spataro, San Miniato (PI). Saggi diagnostici per la valutazione dell'impatto archeologico in via Fontevivo, Notiziario per la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, n. 4, I, 2008, pp. 234-236.
- G. Ciampoltrini, Un crocevia degli itinerari dell'Etruria Settentrionale: l'area di San genesio nel sistema degli insediamenti del Valdarno Inferiore fra VI e II secolo a.C., in F. Cantini e F. Salvestrini (a cura di), Vico Wallari – San Genesio. Ricerca storica e indagini archeologiche su una comunità del medio Valdarno Inferiore fra Alto e Pieno Medioevo, Centro Studi sulla Civiltà del Tardo Medioevo di San Miniato, Firenze University Press, Firenze, 2010, p. 18.


 


venerdì 25 ottobre 2013

IN PILLOLE [018] - L'INCENDIO A SAN MARTINO NEL 1777

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a cura di Francesco Fiumalbi
L'antica chiesa di San Martino a San Miniato si trovava fuori dalla porta di Faognana, lungo la strada che conduceva al Pinocchio. Bisogna fare attenzione a non confondere questa chiesa con il cosiddetto “Auditorium di San Martino”, che in realtà era la chiesa della SS. Annunziata con annesso convento di suore domenicane. Sappiamo con certezza che la chiesa fu sconsacrata nel 1780 e profanata nel 1783 [D. Fiordispina e M. Parentini, Quattro chiese scomparse, in «Bollettino dell'Accademia degli Euteleti della Città di San Miniato», n. 76, 2009, p. 264].
Nei pressi di San Martino in Faognana si trovava l'abitazione riservata al sacerdote che officiava la chiesa. Tuttavia, quando il prete abitava altrove (e capitava spesso a San Miniato dove molti sacerdoti la sera rientravano alla Curia Vescovile), l'abitazione veniva affittata ad una persona, o ad una famiglia, che aveva anche il compito di sorvegliare la chiesa e di provvedere ad alcune piccole necessità che si potevano manifestare.
Nel 1777 la casa adiacente alla chiesa di San Martino era tenuta da una signora, che la sera del 15 dicembre perì in un incendio procurato, probabilmente, da una banale disattenzione.

Questo il testo dell'episodio, così come riportato dalla Gazzetta Toscana dell'epoca:

GAZZETTA TOSCANA, Tomo XII, fasc. n. 51, 1777, p. 197

S. MINIATO, 15 Dicembre.
Sabato sera circa la mezz'ora di notte furono scoperte le fiamme in un casamento presso la Chiesa di San Martino appiè delle mura di questa Città, onde accorse a quella volta gran popolo che vi trovò un incendio considerabile cagionato da alcune paglie, e fieni colà riposti. Eransi questi accesi stante l'inavvertenza di una vecchia che avea sopra le stanze de medesimi la sua abitazione come custode della contigua Chiesa, ma ne pagò essa più di ogni altro il sio, mentre quantumque fosse tratta di mezzo alle fiamme semiviva, dopo poche ore munita de' SS: Sacramenti perdé miseramente la vita. L'incendio restò quindi estinto non molto dopo.


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mercoledì 23 ottobre 2013

LUNEDI' 28 OTTOBRE 2013 - PRESENTAZIONE LIBRO SULL'OSPEDALE DI SAN MINIATO

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Si rende noto che lunedì 28 ottobre 2013, alle ore 18.00, presso la Sala del Consiglio nel Palazzo Comunale di San Miniato, verrà presentato il libro di Silvio Ficini dal titolo:
Dagli Ospedali degli Infermi e degli Esposti all'Ospedale di San Miniato. Dal XIV secolo all'Italia unita".
Di seguito l'invito:


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