sabato 29 giugno 2013

GIUGNO - I MESI DI PIETRO BAGNOLI

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a cura di Anna Orsi


Idillio tratto da "POESIE VARIE" di Pietro Bagnoli, Can. Samminiatese, Prof. di Lettere Greche e Latine nella R. Università di Pisa, Antonio Canesi, Tomo I, Samminiato, 1833: I PRIMI SEI MESI DELL'ANNO - Idilli, pp. 181-183.


 La campagna sanminiatese nel mese di giugno
Foto di Francesco Fiumalbi



IL PRIMO
DI GIUGNO

I.
E omai scorsa la stagion dei fiori,
E già quella dei frutti succedea;
La bella Madre dei vezzosi Amori
Cedeva il loco all'Eleusina Dea.
Ove s'innamoràr Zefiro e Clori,
Già la fàcella nuziale ardea;
Posto ivi delle biade al Nume Santo
Le Ninfe avean quel delle nozze accanto.

II.
A lui sacraro il primo dì di Giugno.
Sopra l'ara campestre stando ritto
Il Simulacro colla teda in pugno,
Parea col labbro dir quel ch'era scritto
Nel piè dell'ara. “Io facilmente espugne
Un cor che sia di dolce amor trafitto.
Felice chi al mio giogo s'accompagna
Ove sia meco Cerere compagna”!

III.
Al Dio devota vittima amorosa
Silvia gentil quel primo dì festeggia,
Silvia ad Aminta destinata in sposa,
Ricco di campi, e di lanuta greggia,
Le donzelle compagne all'ubertosa
Messe n'andar, che a lievi venti ondeggia,
E colsero e intrecciar spica con spica,
Per farne un serto alla diletta amica.

IV.
Ancor tuo serto, o giovin Sposa, è verse,
Ancor lo cingon tenerelle spoglie,
Dolce color, che quando poi si perde,
La desiata messe si raccoglie.
Passa il fior dell'età, né si rinverde,
Vengono i frutti e cadono le foglie.
Il mese pria non finirà, che viste
Saranno d'oro biondeggiar l'ariste.

V.
La falce il mietitor fia che ripigli,
E che battute scotano il frumento
L'aride paglie, onde a'suoi tanti figli
Providenza dispensi l'alimento.
Tu presto avrai, che il genitor somigli
Un pargoletto, tuo primier contento;
Or sei la verde spica, oro or feconda
Il materno tuo sen sarai la bionda.

VI.
Imago è l'anno dell'umana vita,
Ogni stagione è una diversa estate
La giovinezza primavera imìta
Virilità la fervorosa estate,
Poi l'altre due. Voi deitade unita,
In una sede, oh! Come ben vi state!
Per te, santo Imeneo, la prole nasce,
Alma Cerer, per te si nutre e pasce.

VII.
Così dicendo una matrona onesta
Il crin della donzella incoronava,
E lei che avea già il verde serto in testa,
Vittima lieta all'ara dedicava:
Lode a te, dolce amica, e gioia e festa,
Il drappel delle Ninfe allor cantava,
A Voi sia gloria, o Dei congiunti, e Voi
Ah! concedete anco uno Sposo a Noi.

VIII.
Santo Imene, il tuo giogo è dolce e caro
Allor che di portarlo è la stagione,
Così le madri nostre lo portaro;
Or tocca a noi: sia ciò che il ciel dispone.
Cessato ch'ebber di cantar, baciaro
La dolce amica, e quindi alla magione
L'accompagnar. Così la schiera lieta
Celebrò il Mese, che al mezz'anno è metà.


giovedì 27 giugno 2013

COLLEBRUNACCHI [SAN MINIATO] - DIZIONARIO REPETTI

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COLLEBRUNACCHI [Comune di San Miniato]

Collebrunacchi, la villa e la vicina uccelliera
Foto di Francesco Fiumalbi

COLLE BRUNACCI nel Val d'Arno inferiore. Una delle 36 ville dell'antico distretto della città di S. Miniato rammentata nella cronica di Giovanni Lelmi all'anno 1313, quando quegli abitanti si ribellarono ai Sanminiatesi.
È incerto se a questo luogo situato dalla parte dell'Evola presso il castello Moriolo, corrispondesse il vico e popolo di S. Jacopo al Colle, che nel secolo XII era compreso nel piviere di Corazzano.

[Estratto da E. Repetti Emanuele, Dizionario...Cit., Vol. I, Firenze, 1833, p. 764]

COIANO [CASTELFIORENTINO] - DIZIONARIO REPETTI

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COIANO [Comune di Castelfiorentino]

La Pieve di S. Pietro a Coiano
Foto di Francesco Fiumalbi

COJANO in Val d’Elsa Casale già Castello con pieve (SS. Pietro e Paolo) nella Comunità Giurisdizione e circa 6 miglia toscane a settentrione di Montajone, Diocesi di Volterra, Compartimento di Firenze (1). Risiede sulla costa delle colline cretose che separano le acque che fluiscono nell’Elsa da quelle che scolano nel vallone dell’Evola.
Questo casale, situato sul confine della diocesi Volterrana con la Lucchese data a S. Miniato, fu uno dei luoghi stati più volte segnalati sulla linea di demarcazione del distretto politico della rep. di Pisa; siccome lo dichiarano i diplomi concessi ai Pisani dai due primi Federighi, da Arrigo VI, da Ottone e Carlo IV (2). Nonostante ciò Cojano per il civile, a partire dal secolo XIII, contavasi tra i 36 castelli del distretto sanminiatese, sino a che, nell’anno 1369 le popolazioni di Cojano, di Barbialla e altre limitrofe furono incorporate al territorio della repubblica Fiorentina, che vi destinò un potestà da risedere per la metà del tempo del suo uffizio in Castelnuovo di Barbialla, e per l’altra metà a Cojano. – Vedere CASTELNUOVO di Val d’Elsa.
Il piviere di Cojano abbracciava una buona estensione di paese, dove si trovavano 14 chiese filiali, cioè: 1. La canonica di S. Maria a Castelnuovo (cura esistente); 2 S. Lucia in Castelnuovo (cappellania); 3 La canonica di S. Niccolò a Collpatti (attualmente cura di Lungotuono col titolo di S. maria ad nives); 4. S. Jacopo presso Castelnuovo (perduta); 5. S. Giovanni a Barbialla (attualmente a parrocchia); 6. S. Croce di Retacchio (oratorio semplice); 7. S. Filippo di Barbialla (soppressa); 8. S. Bartolomeo a S. Stefano (cura esistente); 9. S. Maria e S. Andrea di Barbialla (oratorio); 10. S. Bartolomeo di Dogana (oratorio); 11. SS. Gervasio e Protasio di Valignano (perduta); 12. SS. Ippolito e Cassiano di Meleto (perduta); 13. SS. Fabiano e Sebastiano (soppressa); 14. S. Michele presso Barbialla (oratorio semplice).
Cojano dà il nome ad una vasta tenuta della prosapia Garzoni Venturi, per conto della quale sino dal cadere del secolo passato furono intraprese costà vistose coltivazioni sul metodo delle colmate di monte cotanto migliorato dall’agronomo possessore della vicina tenuta di Meleto. SS. Pietro e Paolo a Cojano ha 292 abitanti.

[Estratto da E. Repetti Emanuele, Dizionario...Cit., Vol. I, Firenze, 1833, pp. 747-748]

NOTE E RIFERIMENTI
(1) Al tempo in cui scrive il Repetti, Coiano faceva parte del Comune di Montaione. Pochi anni dopo il territorio di Coiano, assieme a Castelnuovo fu assegnato a Castelfiorentino
(2) Si trattava di una serie di rivendicazioni territoriali, derivanti probabilmente dalla memoria dell'antico territorio del Municipio pisano in epoca romana. Con l'invasione dei Longobardi parte del territorio pisano fu inglobato da Lucca e da Volterra. Non mancarono ulteriori nuove confinazioni anche in altri territori.

lunedì 24 giugno 2013

LA NOTTE DI SAN GIOVANNI, L'ACQUA E IL FUOCO

4 commenti:
«Io vi battezzo soltanto con l'acqua perché cambiate vita; ma dopo di me viene uno che vi battezzerà con lo Spirito Santo e con il fuoco. Egli è più potente di me, e io non sono degno neppure di portargli i sandali. Egli tiene in mano la pala per separare il grano dalla paglia. Il grano lo raccoglierà nel suo granaio, ma la paglia la brucerà con fuoco senza fine» (Matteo 3, 11-12)

Il 24 giugno è dedicato a San Giovanni Battista, nel giorno tradizionalmente legato alla sua nascita, ovvero sei mesi prima del Natale.
E' un giorno speciale anche perché è molto prossimo al Solstizio d'Estate, cioè segna l'inizio della stagione estiva. Ed anche in campo agricolo questo giorno cade in un periodo cruciale: la mietitura avviene nella seconda metà del mese di giugno, la vite e l'olivo sono in un momento decisivo per lo sviluppo dei frutti che verranno poi raccolti nella stagione autunnale.
Come tante altre tradizioni cristiane, anche i riti della cosiddetta “Notte di San Giovanni” (fra il 23 e il 24 giugno) hanno un'origine che si perde nell'antichità pagana. L'associazione con San Giovanni e il sacramento del Battesimo è davvero facile ed immediata, con l'acqua e il fuoco che entrano in gioco in questa notte speciale. Entrambi sono elementi legati alla purificazione. L'acqua che lava e guarisce dai mali, il fuoco che brucia e distrugge gli spiriti maligni.

Molte sono le leggende e le tradizioni legate a questa notte. A San Miniato nelle case si fa ancora l'Acqua di San Giovanni. Il giorno 23 vengono raccolti i fiori e le erbe, che alla sera vengono messi in bagno e lasciati all'aperto per tutta la notte. Ogni famiglia ha le proprie erbe e i fiori tradizionali, scelti accuratamente secondo criteri tramandati di generazione in generazione. Durante le ore notturne, la rugiada compie il “prodigio”, ovvero rende l'acqua “magica”, dotandola di poteri curativi. Al mattino seguente l'acqua così prodotta, profumatissima delle essenze, viene utilizzata per lavare la pelle, purificandola e scacciando malanni. E' un rito per certi aspetti molto intimo, che rimane circoscritto nell'ambito familiare.

L'acqua di San Giovanni, lasciata fuori tutta la notte
Foto di Francesco Fiumalbi

Completamente diversa, invece, è la tradizione dei Fuochi di San Giovanni, da svolgere in forma collettiva, comunitaria, e che a San Miniato è una vera e propria festa curata dal Comitato Manifestazioni Popolari. Al tramonto ci si reca sul prato della Rocca, dove vengono allestite le cataste di fascine e di paglia, materiali di risulta del raccolto. Quando anche l'ultimo raggio di sole scende al di sotto della linea dell'orizzonte, vengono accesi i “fuochi”. Tradizionalmente era un rito per purificare il raccolto del grano dai suoi parassiti, quindi affinché il cereale venisse ben conservato nei granai, ma anche per rendere più fertili i campi, grazie alla cenere da spargere. Per compiere la purificazione vengono predisposte le “mosche”, che poi verranno bruciate sui fuochi: sono costituite da canne dove ad una estremità vengono fissate alcune spighe di grano e uno o due capi d'aglio. Come potete facilmente intuire, quest'ultimo è il vero elemento considerato purificatore. Pensate al suo uso tradizionalmente legato alla caccia alle streghe e ai vampiri.

Il momento è davvero molto suggestivo. Siamo nel luogo più alto nel raggio di un vasto comprensorio: le luci degli altri paesi si stagliano all'orizzonte e lassù, nella semioscurità, si compie un rito antichissimo. Particolarmente curiosi e coinvolti sono i bambini, con i genitori che spiegano loro come è fatta la “mosca”, come va messa sul fuoco, stando attenti a non avvicinarci troppo. Anche molti ragazzi colgono l'occasione della festa per stare assieme, mangiare salsicce e spiedini cotti sulla brace dei fuochi. Faranno baldoria fino a tarda ora e poi dormiranno lì, sul prato della Rocca, con i sacchi a pelo, per ricevere la “magica” rugiada direttamente sulla propria pelle.

La Notte di San Giovanni, i preparativi per i "Fuochi"
Foto di Francesco Fiumalbi

La Notte di San Giovanni, le fascine per i "Fuochi"
Foto di Francesco Fiumalbi

La Notte di San Giovanni, i preparativi per i "Fuochi"
Foto di Francesco Fiumalbi

La "Mosca" per i "Fuochi"
Foto di Francesco Fiumalbi

Tutti pronti per i "fuochi"
Foto di Marco Mancini

Tutti pronti per i "fuochi"
Foto di Marco Mancini

Tutti pronti per i "fuochi"
Foto di Marco Mancini

Partono le fiamme
Foto di Marco Mancini

La Notte di San Giovanni, i "Fuochi" sono accesi
Foto di Francesco Fiumalbi

I "Fuochi" di San Giovanni
Foto di Francesco Fiumalbi

I "Fuochi" di San Giovanni
Foto di Francesco Fiumalbi

I "Fuochi" di San Giovanni
Foto di Francesco Fiumalbi

I "Fuochi" di San Giovanni
Foto di Francesco Fiumalbi

Le mosche vengono messe sul fuoco
Foto di Francesco Fiumalbi

Le mosche vengono messe sul fuoco
Foto di Marco Mancini

Le mosche vengono messe sul fuoco
Foto di Francesco Fiumalbi

domenica 23 giugno 2013

15 NOVEMBRE 1925 - SOTTO LA PROVINCIA DI PISA

1 commento:
di Francesco Fiumalbi

Fin dal 1370, anno della conquista da parte di Firenze, San Miniato faceva parte dello stato fiorentino, prima Repubblica, poi Ducato e infine Granducato di Toscana. Tuttavia, il territorio sanminiatese non fu annesso al cosiddetto “contado”, bensì al “distretto” fiorentino, ovvero quella parte di territorio che originariamente non faceva parte dell'antica giurisdizione di Firenze, ma che vi era entrata a far parte attraverso conquiste o annessioni.
Il ruolo di San Miniato, all'interno del così definito scacchiere toscano, fu quello di sede di Vicariato. Come abbiamo visto nel post “LE FORCHE DI SAN MINIATO BASSO”, la figura del vicario costituiva il rappresentante dello Stato a cui erano delegate diverse funzioni, come l'amministrazione della giustizia con funzioni anche politiche, informative ed esecutive, e la sovrintendenza all'ordine pubblico con mansioni militari, organizzative e logistiche.
Con la riforma comunitativa di Pietro Leopoldo furono gettate le basi per la ripartizione della Toscana in “compartimenti”: Firenze (che comprendeva anche Livorno e il suo porto), Pisa, Grosseto e Siena, a cui nel 1827 si aggiunse Arezzo. Successivamente nel 1848 fu creato il Compartimento di Pistoia, poi soppresso dopo tre anni e nel 1849 si aggiunse anche quello di Lucca, che era stato annesso al Granducato. Storia a parte fece la Provincia di Massa e Carrara, inizialmente territorio emiliano, poi unito alla Toscana solo nel 1881.
Con l'Unità d'Italia quelli che erano stati i “compartimenti” toscani divennero “province”, così come stabilito dal Regio Decreto del Regno di Sardegna, n. 3702 del 23 ottobre 1859, poi esteso a tutta Italia con la Legge Comunale e Provinciale del 20 marzo 1865. Con queste disposizioni normative erano istituiti anche i “circondari”, enti intermedi fra “provincia” e “mandamento” e San Miniato era la sede di uno di questi. Senza entrare troppo nei dettagli, l'istituto del “circondario” raccoglieva alcuni uffici distaccati della provincia, come la Sottoprefettura e il Tribunale di Prima Istanza (che poi divenne la “pretura”). Una successiva riforma dell'istituto provinciale avvenne dopo cinquant'anni, con il Testo Unico del 4 febbraio 1915, n. 148 “Legge Comunale e Provinciale”.
Di lì a poco, negli anni '20 del '900, vi fu tutta una serie di cambiamenti nell'assetto delle province toscane: nel 1923 alcuni comuni di Massa e Carrara furono assegnati a La Spezia; nel 1927 fu costituita la Provincia di Pistoia, poi ampliata nel 1928 con i comuni della Valdinevole che fino a quel momento erano lucchesi; due comuni aretini furono assegnati nel 1927 alla Provincia di Perugia. Ma la novità più grande fu la costituzione della Provincia di Livorno, nel 1925, grazie al diretto interessamento del gerarca fascista Costanzo Ciano, padre del più noto Galeazzo Ciano.
A farne le spese, si fa per dire, furono le province di Pisa e di Grosseto, che cedettero a Livorno i comuni che ancora oggi ne costituiscono la giurisdizione. Particolarmente svantaggiata ne uscì Pisa, che fu compensata dall'assegnazione di cinque “terre” del Valdarno Inferiore che storicamente erano sempre rimaste sotto la giurisdizione del compartimento, poi provincia, di Firenze. In particolare, furono quei comuni che appartenevano all'antico “vicariato” fiorentino di San Miniato e che fino a quel momento costituivano buona parte dell'allora “circondario” di San Miniato: San Miniato, Santa Croce sull'Arno, Montopoli, Castelfranco di Sotto e Santa Maria a Monte, con le eccezioni di Fucecchio, Empoli, Montaione e Cerreto Guidi che rimasero a Firenze. Questi comuni, unitamente ad altri, costituirono un nuovo “circondario”, con sede ad Empoli, che in tempi molto recenti è stato in qualche modo riproposto come “Circondario Empolese-Valdelsa”, anche se si tratta di tutta un'altra cosa. Il Circondario di San Miniato, monco dei comuni rimasti nella provincia fiorentina, continuò ad esistere anche sotto alla giurisdizione di Pisa, fino alla sua definitiva soppressione. In questo modo fu accontentata anche Empoli, che nel 1923 aveva chiesto alla Giunta Provinciale di trasferire la Sottoprefettura da San Miniato ad Empoli, in virtù del crescente ruolo demografico ed economico e del miglior collegamento stradale e ferroviario. Richiesta che sul momento non era andata a buon fine. [Archivio Storico del Comune di Empoli, Delibere della Giunta, Delibera n. 54 del 13 novembre 1923, su segnalazione dell'amico Carlo Pagliai – Della Storia d'Empoli].
San Miniato non fu mai completamente entusiasta dell'assegnazione alla Provincia di Pisa, anche perché la decisione fu presa, probabilmente, a Roma, attorno ad un tavolo, senza la benché minima volontà di interpellare i diretti interessati. Tuttavia, va anche detto che non ci furono nemmeno particolari movimenti di protesta. D'altra parte se si chiede ad un sanminiatese se si senta più pisano o fiorentino, molto probabilmente la risposta sarà nessuna delle due cose. Anche perché San Miniato non seguì le orme di Castelfiorentino (1149), Empoli (1182), Fucecchio (1330), Santa Croce sull'Arno (1333), Santa Maria a Monte (1348) e Montopoli (1349) che si dettero più o meno volontariamente a Firenze, bensì fu conquistata attraverso un assedio molto lungo. Inoltre, negli anni successivi almeno fino al 1424, non mancarono tentativi di rivolta anche molto cruenti, sobillati dai Pisani e che portarono nefaste conseguenze. I Fiorentini furono i primi alleati dei Sanminiatesi per scacciare i Vicari Imperiali, ma furono anche quelli che neanche un secolo dopo li sottomisero. Senza considerare che i Pisani furono sempre in agguato, come con Uguccione della Faggiuola fra il 1313 e il 1316, e nel momento del bisogno lasciarono ai Visconti di Milano l'onere di difendere San Miniato dall'assedio dei Fiorentini; i quali lombardi ad un certo punto tentarono di fare il colpo grosso, ma vista la malaparata badarono di più a riportare la propria pelle in Val Padana. Ma questa è un'altra storia e ne parleremo diffusamente in un prossimo post.
Alla fine, forse è stato inevitabile che i sanminiatesi siano cresciuti, di generazione in generazione, con un bel po' di diffidenza verso gli altri “popoli”, vicini e lontani. E questo sentimento, probabilmente, sta anche alla base del mancato attecchimento delle varie istanze per riportare San Miniato in Provincia di Firenze, anche in tempi molto recenti.

La Torre di Pisa, il simbolo della Città
Foto di Francesco Fiumalbi

Di seguito è proposto il Regio Decreto n. 2011 del 15 novembre 1925 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 274 del 26 novembre 1925), con il quale il Comune di San Miniato fu assegnato alla Provincia di Pisa:

Aggregazione alla provincia di Livorno di alcuni Comuni della provincia di Pisa e dell'isola di Capraia, ed alla provincia di Pisa di alcuni Comuni della provincia di Firenze; istituzione del circondarlo di Piombino e trasferimento ad Empoli del capoluogo del 3° circondario della provincia di Firenze.

VITTORIO EMANUELE III
PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE
RE D'ITALIA

Udito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del Nostro Ministro Segretario di Stato per gli affari dell’interno;
Abbiamo decretato e decretiamo:

Art. 1.

I comuni di Collesalvetti, Rosignano Marittimo, Cecina, Bibbona, Castagneto Carducci, Sassetta, Campiglia Marittima, Suvereto e Piombino sono staccati dalla provincia di Pisa e il comune di Capraia Isola da quella di Genova ed aggregati alla provincia di Livorno.

Art. 2.

I comuni di San Miniato, Montopoli in Val d’Arno, Santa Maria a Monte, Castelfranco di Sotto e Santa Croce sull’Arno sono staccati dalla provincia di Firenze ed aggregati a quella di Pisa, primo circondario.

Art. 3.

È istituito il terzo circondario della provincia di Livorno con capoluogo Piombino e con i comuni di Cecina, Bibbona, Castagneto Carducci, Sassetta, Campiglia Marittima e Suvereto.
I comuni di Collesalvetti, Rosignano Marittimo e Capraia Isola sono uniti al primo circondario.

Art. 4.

I Comuni, già compresi nella circoscrizione del circondario di San Miniato e rimasti alla provincia di Firenze, costituiranno il circondario di Empoli, comune nel quale avrà sede il capoluogo.

Art. 5.

Con successivi decreti, da promuoversi dai Ministeri competenti, verranno approvati i progetti da predisporsi d’accordo fra le rappresentanze delle Provincie interessate, o, in caso di dissenso, d’ufficio, per la separazione del patrimonio e il reparto delle attività e passività, e sarà provveduto a quant’altro occorra per l’esecuzione del presente decreto, che sarà presentato al Parlamento per la conversione in legge.

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d’Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addì 15 novembre 1925.

VITTORIO EMANUELE.
MUSSOLINI – FEDERZONI.

Visto, il Guardasigilli: ROCCO.
Registrato alla Corte dei conti, con riserva, addì 26 novembre 1925.
Atti del Governo, registro 242, foglio 174. – GRANATA.


sabato 22 giugno 2013

LIBRI ANTICHI - ORDINE CRONOLOGICO

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In questa sezione è possibile visionare l'elenco delle pubblicazione edite fra il 1500 e il 1899, disposte in ordine cronologico, rispetto alla prima edizione. Appositi link informano della disponibilità su SMARTARC di informazioni, approfondimenti, regesti, etc.

1473
P. Comestore, Historia Scholastica, Gunther Zainer, Strasburgo, 1473. CLICCA QUI PER APPROFONDIRE PIETRO "MANGIADORI" COMESTORE


1474
F. Biondo, Italia Illustrata, Roma 1474 (1° Ed.). - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - TRASCRIZIONE

1537
G. Villani, Historie universali de' suoi tempi, Venezia, 1537, detta anche "Cronica" o "Nuova Cronica" [1° Edizione; 2° Edizione a cura di Remigio Nannini, presso Niccolò Bevilaqua, Venezia, 1559, per istanza di Filippo e Iacopo Giunti di Firenze; Edizione di riferimento per il regesto: Croniche di Giovanni, Matteo e Filippo Villani secondo le migliori stampe e corredate di note filologiche e storiche, Vol. I, Trieste, 1857]. - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - REGESTO - TRASCRIZIONE

1541
P. Collenuccio, Compendio delle Historie del Regno di Napoli, Venezia, 1541. - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - ESTRATTO

1568
Anonimo, Storia delle cose avvenute in Toscana dal 1300 al 1340, Stamperia de' Giunti, Firenze, 1568 [1° Edizione, a cura di Filippo e Iacopo Giunti; 2° Edizione, Istorie Pistolesi dal 1300 al 1348 o sia Istoria delle cose avvenute in Toscana dall'anno 1300 al 1348, Stamperia de' Giunti, Firenze 1578]. - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - REGESTO - TRASCRIZIONE

1568
R. Malispini, Historia Antica di Ricordano Malespini Gentil'huomo Fiorentino. Dall'edificazione di Fiorenza per infino all'anno MCCLXXXI. Con l'aggiunta Giachetto suo nipote dal detto anno per infino al 1286. Nuovamente posta in luce, Stamperia de' Giunti, Firenze, 1568 [1° Edizione, a cura di Filippo e Iacopo Giunti; 2° Edizione, Stamperia de' Giunti, Firenze, 1598; 3° Edizione, Istoria di Ricordano Malespini gentiluomo fiorentino. Dalla edificazione di Fiorenza per infino all'anno 1281. Con l'aggiunta di Giachetto di Francesco Malespini suo nipote dal detto anno infino al 1286, Giovanni Gaetano Tartini e Santi Franchi, Firenze, 1718; 4° Edizione, Vincenzio Follini (a cura di), Storia Fiorentina di Ricordano Malispini col seguito di Giacotto Malispini dalla edificazione di Firenze sino all'anno 1286, Gaspero Ricci, Firenze, 1816; altre edizioni successive]. - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - REGESTO - TRASCRIZIONE


1581
Piero [Domenico] Buoninsegni, Historia Fiorentina, appresso Giorgio Marescotti, Firenze, 1581. CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - REGESTO - TRASCRIZIONE


1584
R. Borghini, Il Riposo, Marescotti, Firenze, 1584, Libro IV. CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - ALESSANDRO FEI A SAN MINIATO - TRASCRIZIONE


1605
G. B. Cavalcantini, Breve relazione del Beato Ghese da San Miniato eremita agustiniano, testo a margine del volume G. Cavalcantini, Vita del glorioso S. Guglielmo, già Duca dell'Aquitania, Conte di Pittania, e poi Eremista Agustiniano etc, per Volemar Timan, Firenze, 1605. CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - TRASCRIZIONE - BEATO GHESE

1607
J. Hondius (a cura di), Atlas Minor Gerardi MercatorisAmsterdam, 1607. - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE SAN MINIATO NELL'ATLANTE DI MERCATORE

1613
C. Franciotti, Historie delle miracolose imagini, e delle vite de' Santi, i corpi de' quali sono nella Città di Lucca, Ottaviano Guidoboni, Lucca, 1613.  CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - TRASCRIZIONE - BEATO GHESE

1637
D. Buoninsegni, Storie della città di Firenze dall'anno 1410 al 1460 scritte nelli stessi tempi che accadono, Stamperia Landini, Firenze, 1637. CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - REGESTO - TRASCRIZIONE

1685
G. Ménage, Le origini della lingua italiana, Gio. Antonio Chouet, Genova, 1685. CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - REGESTO TRASCRIZIONE

1688 
F. Baldinucci, Notizie de' Professori del Disegno da Cimabue in qua. Parte Seconda del Secolo Quarto, Stamperia di Piero Matini all'Ins. Del Lion d'Oro, Firenze, 1688, Decennale I. della parte III del secolo IV, dal MDLXXX al MDXC, pp. 15-49. CLICCA QUI PER APPROFONDIRE LODOVICO CARDI DETTO "IL CIGOLI" - TRASCRIZIONE

1689
A. Ansaldi, De Commercio et Mercatura Discursus Legales, Roma, 1689, che ebbe molte edizioni sia in Italia che all'estero (Lucca, Firenze, Colonia, Ginevra). - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE ANSALDO ANSALDI

1695
G. V. Coppi, Annali, memorie ed huomini illustri di Sangimignano. Ove si dimostrano le Leghe e Guerre della Repubbliche Toscane, Stamperia Cesare e Francesco Bindi, Firenze, 1695. - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - REGESTO - TRASCRIZIONE

1704
A. Ansaldi, Creazione dell'Uomo e Incarnazione del Verbo Eterno, Firenze, 1704. - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE ANSALDO ANSALDI

1704
A. Ansaldi (a cura di), Decisiones Sacrae Rotae Romanae, Lucca, 1704.  - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE ANSALDO ANSALDI

1711
A. Ansaldi, Pensieri raccolti nella meditazione delle dieci giornate degli esercizi spirituali di Sant'Ignazio LojolaFirenze, 1711. - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE ANSALDO ANSALDI

1717
A. Ansaldi, Il Trionfo della fede, Firenze, 1717. - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE ANSALDO ANSALDI

1719
Giornale de' Letterati d'ItaliaTomo XXXII, anno 1719, Gabbriello Hertz, Venezia, 1719. - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE FRANCESCO POGGI

1722 
Giornale de' Letterati d'ItaliaTomo XXXIII, Parte Seconda, anni 1721-1722, Gabbriello Hertz, Venezia, 1722. - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE FRANCESCO POGGI

1723 
Giornale de' Letterati d'ItaliaTomo XXXIV, Parte Seconda, anni 1721-1722, Gabbriello Hertz, Venezia, 1723. - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE ANSALDO ANSALDI

1724
F. Sacchetti, Il Trecentonovelle, a cura di Bottari Giovanni, Anton Maria Biscioni, Firenze, 1724 [1° Edizione]. - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - REGESTO - TRASCRIZIONE

1729
Agnolo di Tura detto il Grasso, Chronicon Senense, in Rerum Italicarum Scriptores, Tomo XV, Milano, 1729 [1° Edizione, a cura di Uberto Benvoglienti;  Cronaca Senese attribuita ad Agnolo di Tura del Grasso detta la Cronaca Maggiorein Cronache Senesi, Rerum Italicarum Scriptores, Tomo XV, parte 6-A, a cura di Alessandro Lisini e Iacometti Fabio, Nicola Zanichelli, Bologna, 1939, 2° Edizione]. - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - REGESTO - TRASCRIZIONE

1731
D. M. Manni (a cura di), Cronica di Firenze di Donato Velluti. Dall'anno MCCC in circa fino al MCCCLXX, stampata in Firenze nel 1731 [Ed. più recente Isidoro Del Lungo e Guglielmo Volpi (a cura di), La Cronaca domestica di Messer Donato Velluti, scritta fra il 1367 e il 1370 con le addizioni di Paolo Velluti, scritte fra il 1555 e il 1560, pubblicata da G. C. Sansoni Editore, Firenze, 1914]. CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - REGESTO - TRASCRIZIONE

1733
S. Della Tosa, Annali di Simone della Tosa, in Manni Domenico Maria, Cronichette Antiche di varj scrittori del buon secolo della lingua toscana, Firenze, 1733 [1° Edizione]. - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - REGESTO - TRASCRIZIONE

1743
D. M. Manni, Osservazioni Istoriche sopra i sigilli antichi de' secoli bassi, Vol. XIV, Firenze, 1743. - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - TRASCRIZIONE

1745
D. M. Manni e G. Menabuoi, Azioni gloriose degli uomini illustri fiorentini espresse co' loro ritratti nelle volte della Real Galleria di Toscana, Stamperia di G. Orsini, Firenze, 1745. - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - TRASCRIZIONE - L'ALLEGORIA DELLA CITTA' DI SAN MINIATO
1745
Novelle Letterarie, Tomo VI, Stamperia della SS. Annunziata, Firenze, 1745 - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - FERDINANDO PAOLETTI E L'ACCADEMIA DEL SEMINARIO DI SAN MINIATO NEL '700

1747
Novelle Letterarie, Tomo VIII, Stamperia della SS. Annunziata, Firenze, 1747 - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - ELOGIO BINDO FERDINANDO BUONAPARTE - TRASCRIZIONE

1755
A. F. Adami, Cronica di Paolino Pieri fiorentino delle cose d'Italia dall'anno 1080 fino all'anno 1305, Roma, 1755. CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - REGESTO - TRASCRIZIONE

1758
J. M. Fioravanti, Memorie storiche della Città di Pistoia, Filippo Maria Benedini, Lucca, 1758, Appendice, Documenti accennati nella presente storia e attenenti alla Città di Pistoja, e al suo dominio. - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - ADDSM - 1401, 4 LUGLIO - DIPLOMA DI ROBERTO DI WITTELSBACH AL COMUNE DI FIRENZE

1758
A. M. Vannucchi, Ragionamento storico al nobil giovane Gio. Battista Gucci gentiluomo samminiatese sopra la nobiltà della sua patria e della sua famiglia, Stamperia Gaetano Albizzini, Firenze, 1758. CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - TRASCRIZIONE

1766
G. Lami, Lezioni di Antichità Toscane e spezialmente della Città di Firenze recitate nell’Accademia della Crusca da Giovanni Lami pubblico professore, appresso Andrea Bonducci, Firenze, 1766. - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - TRASCRIZIONE - LEZIONE X - SAN MINIATO E IL DECRETO DI DESIDERIO

1768 
F. Milizia, Le Vite de’ più celebri Architetti d’ogni nazione e d’ogni tempo precedute da un saggio sopra l’Architettura, Roma, 1768 - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE LODOVICO CARDI DETTO IL CIGOLI - TRASCRIZIONE
 
1773
G. Tiraboschi, Storia della Letteratura Italiana, Tomo III, Dalla rovina dell'Impero Occidentale fino all'anno MCLXXXIII, Modena, 1773. CLICCA QUI PER APPROFONDIRE PIETRO COMESTORE

1776-1783
M. Stefani, Cronaca Fiorentina di Marchionne di Coppo Stefani, a cura di Ildefonso di San Luigi, in Delizie degli eruditi toscani, voll. VII e XVII, 1776-1783 [1° Edizione] CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - REGESTO - TRASCRIZIONE

1794
L. Cardella, Memorie Storiche de' Cardinali di Santa Romana Chiesa, tomo VIII, Stamperia Pagliari, Roma, 1794. - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - VESCOVO MORIGIA TRASCRIZIONE

1801-1803
F. Fontani, Viaggio Pittorico della Toscana, Giuseppe Tofani, Firenze, 3 volumi, 1801-1803 [1° Edizione, 6 voll. 2° Edizione 1817] - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - REGESTO - TRASCRIZIONE


1803
R. Nobili, Elogio del sacerdote Fernando Paoletti pievano di Villa-magna, in «Il Nuovo Giornale dei Letterati», n. V, Pisa, 1803 CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - FERDINANDO PAOLETTI E L'ACCADEMIA DEL SEMINARIO DI SAN MINIATO NEL '700

1820
H. W. Williams, Travels in Italy, Greece, and the Ionian Islands in a series of letters, descriptive manners, scenery, and the fine arts2 Voll. Edimburgo, 1820, Vol I, pp. 192-193. CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - TRASCRIZIONE

1827
F. Antommarchi, Memorie del dottor F. Antommarchi, ovvero gli ultimi momenti di Napoleone, Prima traduzione dal Francese, Volume Primo, Italia, 1827, [originale in Memories du docteur F. Antommarchi ou les derniers momens de Napoléon, Tome Premier, chez Barrois, L'Ainé, Paris, 1825] - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - TRASCRIZIONE - NAPOLEONE A SAN MINIATO

1833-1834
P. Bagnoli, Poesie varie di Pietro Bagnoli, Can. Samminiatese, Prof. di Lettere Greche e Latine nella R. Università di Pisa, Antonio Canesi, 2 voll., Samminiato, 1833-1834. - CLICCA QUI PER "I MESI DELL'ANNO"

1833-1845
E. Repetti, Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana contenente la descrizione di tutti i luoghi del Granducato, Ducato di Lucca Garfagnana e Lunigiana, Giuseppe Tofani, Firenze, 5 volumi + appendice, 1833-1845 [1° Edizione] - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - REGESTO - TRASCRIZIONE

1834
E. De Tipaldo, Biografia degli Italiani Illustri nelle scienze, lettere ed arti del secolo XVIII, e de' contemporanei, Vol. I, Tipografia di Alvisopoli, Venezia, 1834. CLICCA QUI PER APPROFONDIRE ANSALDO ANSALDI
D. Morali, Un cenno sulle memorie di Sanminiato, Antonio Canesi, San Miniato, 1834. - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - TRASCRIZIONE

1837
- Anonimo, Narrazione poetica d'un insigne miracolo operato dalla Santissima Vergine del Rosario che si venera nella chiesa Pievania di S. Giovanni a Cigoli, Antonio Canesi, San Miniato, 1837. CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - TRASCRIZIONE
Bracci Giovanni, Poesie di Giovanni Bracci da Santa Croce, Eugenio Pozzolini, Livorno, 1837. - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE GIOVANNI BRACCI - TRASCRIZIONE POESIA "LA ROCCA DI SAN MINIATO"

1843
Gazzetta di Firenzeanno 1843, Firenze. - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - REGESTO - SAN MINIATO NELLA GAZZETTA DI FIRENZE DEL 1843

1845
Bernardi Maragonis, Vetus Chronicon Pisanum, in F. Bonaini (a cura di), Delle Istorie Pisane libri XVI«Archivio Storico Italiano», Serie I, Vol. VI, parte II-A, Firenze, 1845 [2° edizione M. L. Gentile, Gli Annales Pisani di Bernardo Maragone«Rerum Italicarum Scriptores», Zanichelli, Bologna, 1930]CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - REGESTO - TRASCRIZIONE

1845
R. Sardo, Cronaca Pisana, Archivio Storico Italiano, Istituto Storico Italiano, Tomo XV, parte 6-B, 1845 [1° Edizione, a cura di Francesco Bonaini; 2° Edizione, Cronaca di Pisa di Ranieri Sardo, a cura di Ottavio Bianchi, Fonti per la Storia d'Italia, Istituto Storico Italiano, Roma, 1963; 3° Edizione, Cronica di Pisa, a cura di Cecilia Iannella, Antiquitates, n. 22, Istituto Storico Italiano per il Medioevo, Roma, 2005]. - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - REGESTO - TRASCRIZIONE

1845
Poliorama Pittoresco, Anno Nono, Napoli, 1845 - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - ESTRATTO METALLOTECA MICHELE MERCATI

1846
C. Ridolfi, Medaglia d'onore consacrata alla memoria del Ministro di Stato D. Neri Corsini dai suoi ammiratoriTip. Galileiana, Firenze, 1846 - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - TRASCRIZIONE

1846
D. Morali, Storia Genealogica della famiglia Bonaparte dalla sua origine fino all'estinsione del ramo già esistente nella città di S. Miniato, Tip. Mariano Celchi, Firenze, 1846. CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - TRASCRIZIONE - NAPOLEONE A SAN MINIATO

1847
G. Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai giorni nostri, Venezia, 103 volumi, 1840-1879, vol. XLV, 1847. - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - REGESTO - TRASCRIZIONE

1849
A. Conti, L'Italia Futura, Tipografia Ristori, San Miniato, 1849. - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - TRASCRIZIONE

1850
A. Zuccagni-Orlandini, Ricerche Statistiche del Granducato di ToscanaTomo Secondo, Tipografia Tofani, Firenze, 1850 - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - ESTRATTO LA CASERMA MILITARE SAN MINIATO

1851
A. Zobi, Storia civile della Toscana dal MDCCXXXVII al MDCCCXLVIII, Tomo III, Luigi Molini, Firenze, 1851. CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - TRASCRIZIONE - NAPOLEONE A SAN MINIATO

1853
M. Pieragnoli, Della vita e delle opere di Michele Mercati Junore. Cenni biografici letti all'Accademia degli Euteleti di S. Miniato nell'adunanza del dì 14 luglio 1853 dal socio onorario Dottor. Misael Pieragnoli, Stamperia Ristori, San Miniato, 1853. - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - TRASCRIZIONE

1855
D. Tiribilli-Giuliani, Sommario storico delle famiglie celebri toscane, riv. Da L. Passerini, L. Melchiorri Editore, Firenze, 1855, Vol. 1. CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - REGESTO - TRASCRIZIONE - FAMIGLIA BORROMEI

1856
C. Lorenzini “Collodi”, Un Romanzo in Vapore. Da Firenze a Livorno. Guida Storico-Umoristica, G. Mariani, Firenze, 1856. CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - TRASCRIZIONE

1858
G. Petri, L'Orbe Cattolico, ossia Atlante Geografico Storico EcclesiasticoParte Prima, Tipografia della Reverenda Camera Apostolica, Roma, 1858 - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - TRASCRIZIONE

1860
S. Capezzuoli, Sul Professore Gioacchino Taddei, in «Il Politecnico» Repertorio mensile di Studj applicati alla prosperità e coltura sociale, volume IX, Milano, Editori del Politecnico, 1860, pp. 406-424. CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - TRASCRIZIONE

1864
L. Passerini, Le Armi de' Municipj Toscani, Firenze, 1864. - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - TRASCRIZIONE

1867
F. Pera, Ricordi e biografie livornesi, Francesco Vigo Editore, Livorno, 1867. - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - ESTRATTO MARIA CATERINA DEL MAZZA

1874
J. Ficker, Forschungen zur reichs und rechtsgeschichte Italiens, Innsbruck, 1874. CLICCA PER LA TRASCRIZIONE DEI DOCUMENTI: n. 160n. 304.

1875
G. Milanesi, Le lettere di Michelangelo Buonarroti pubblicati con i ricordi e i contratti artistici, coi Tipi dei successori Le Monnier, Firenze, 1875, pp. 232, 604. CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - IL GIUDIZIO UNIVERSALE ALL'OMBRA DELLA ROCCA

1879
G. Lais, I due orti botanici vaticani, in «Atti dell’Accademia Pontificia de’ Nuovi Lincei», Tomo n. XXXII, Tipografia delle Scienze Matematiche e Fisiche, Roma, 1879. CLICCA QUI PER APPROFONDIRE MICHELE MERCATI - TRASCRIZIONE

1881
A. Gherardi, Statuti della Università e Studio Fiorentino, Firenze, 1881, n. CXIII, pp. 375-376 - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - GIOVANNI CHELLINI

1882
G. Rondoni, Il Franco ed esperto cavaliere Messer Barone dei Mangiadori, in Archivio Storico Italiano, Serie IV, n. 10, parte 1, anno 1882, pp. 350-361. - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - TRASCRIZIONE

1885
G. Rondoni, Alcune fiabe dei contadini di S. Miniato al Tedesco in Toscana, in «Archivio per lo studio delle tradizioni popolari», Vol. IV, Fasc. III, Luigi Pedone Lauriel Editore, Palermo, 1885, - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - TRASCRIZIONE

1886-1888
G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, II. Voll., Pisa, 1886-1888 [1° Ediz.] - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - REGESTO - TRASCRIZIONE

1888
G. Rondoni, La Rocca di S. Miniato al Tedesco e la Morte di Pier della Vigna, Rivista Storica Italiana, n. 5, Torino, 1888, pp. 38-46. CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - TRASCRIZIONE

1892
G. Rondoni, Un cronista popolano dei tempi della dominazione francese in Toscana, in «Archivio Storico Italiano», Serie Quinta, Tomo X, Anno 1892, G. P. Viesseux, coi tipi di M. Cellini e C., Firenze, 1892, pp. 64-87. CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - TRASCRIZIONE

1892-1893
G. Sercambi, Le Croniche di Giovanni Sercambi, a cura di Salvatore Bongi, Tipografia Giusti, Lucca, 2 voll., 1892-1893. [1° Edizione] - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - REGESTO - TRASCRIZIONE

1896
R. Predelli, I Libri Commemoriali della Repubblica di Venezia, vol. IV, Venezia, 1896. - CLICCA QUI PER APPROFONDIRE - TRASCRIZIONE - FRANCESCO SFORZA CAPITANO GENERALE





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