mercoledì 25 dicembre 2013

APSM-ADIA-04B-013 INSEDIAMENTO ROMANO EPOCA IMPERIALE LOC. POGGIO ALLE CONCE

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APSM-ADIA-04B-013
INSEDIAMENTO ROMANO EPOCA IMPERIALE LOC. POGGIO ALLE CONCE


SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Materiali riferibili ad insediamento
Epoca: Romana, Periodo Imperiale (I sec. a.C. - II sec. d.C.)
Rinvenimento: ?
Località: Loc. Poggio alle Conce
Collocazione: -
Id: APSM-ADIA-04B-013

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DESCRIZIONE SINTETICA
Sul crinale di un rilievo che sovrasta la sponda destra del Rio Ensi, in Loc. Poggio alle Conce, furono rivenuti materiali da inquadrare nell'ambito di un insediamento romano, d'epoca imperiale.
Nei pressi è stato rinvenuto anche un insediamento dell'epoca dei metalli. Vedi APSM-ADIA-02A-001 INSEDIAMENTO ENEOLITICO LOC. POGGIO ALLE CONCE.


BIBLIOGRAFIA
- G. Ciampoltrini, L'insediamento tra Era e Elsa dall'età dei metalli alla tarda antichità, in Le Colline di San MIniato (Pisa). La natura e la storia, Supplemento n. 1 ai Quaderni del Museo di Storia Naturale di Livorno, n. 14, 1995, p. 71.

 

APSM-ADIA-03D-004 INSEDIAMENTO ETRUSCO ELLENISTICO LOC. CASA SCANDICCI (LA SERRA)

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APSM-ADIA-03D-004
INSEDIAMENTO ETRUSCO ELLENISTICO IN LOC. CASA SCANDICCI (LA SERRA)


SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Materiali riferibili ad insediamento
Epoca: Etrusca, Periodo Ellenistico (III-I sec. a.C.)
Rinvenimento: ?
Località: San Miniato, Fraz. La Serra, Loc. Casa Scandicci
Collocazione: -
Id: APSM-ADIA-03D-004

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DESCRIZIONE SINTETICA
Alle pendici settentrionali delle colline occidentali della media Valdegola, nei pressi della frazione La Serra, in Loc. Casa Scandicci, furono rivenuti materiali riferibili ad un insediamento di epoca Etrusca, periodo Ellenistico. In particolare frammenti di ceramica nera.


BIBLIOGRAFIA
- G. Ciampoltrini, L'insediamento tra Era e Elsa dall'età dei metalli alla tarda antichità, in Le Colline di San MIniato (Pisa). La natura e la storia, Supplemento n. 1 ai Quaderni del Museo di Storia Naturale di Livorno, n. 14, 1995, p. 69.

 

APSM-ADIA-03D-003 INSEDIAMENTO ETRUSCO ELLENISTICO LOC. LA PALAGINA (VALDEGOLA)

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APSM-ADIA-03D-003
INSEDIAMENTO ETRUSCO ELLENISTICO IN LOC. LA PALAGINA (VALDEGOLA)


SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Materiali riferibili ad insediamento
Epoca: Etrusca, Periodo Ellenistico (III-I sec. a.C.)
Rinvenimento: ?
Località: San Miniato, Loc. La Palagina
Collocazione: -
Id: APSM-ADIA-03D-003

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DESCRIZIONE SINTETICA
Alle pendici settentrionali delle colline occidentali della media Valdegola, in Loc. La Palagina, furono rivenuti materiali riferibili ad un insediamento di epoca Etrusca, periodo Ellenistico. In particolare frammenti di ceramica nera.


BIBLIOGRAFIA
- G. Ciampoltrini, L'insediamento tra Era e Elsa dall'età dei metalli alla tarda antichità, in Le Colline di San MIniato (Pisa). La natura e la storia, Supplemento n. 1 ai Quaderni del Museo di Storia Naturale di Livorno, n. 14, 1995, p. 69.

 

lunedì 23 dicembre 2013

APSM-ADIA-03C-001 INSEDIAMENTO ETRUSCO CLASSICO LOC. RIBALDIGA

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APSM-ADIA-03C-001
INSEDIAMENTO ETRUSCO CLASSICO IN LOC. RIBALDINGA


SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Materiali riferibili ad insediamento
Epoca: Etrusca, Periodo Classico (V-IV sec. a.C.)
Rinvenimento: ?
Località: San Miniato, Loc. Ribaldinga
Collocazione: -
Id: APSM-ADIA-03C-001

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DESCRIZIONE SINTETICA
Alle pendici settentrionali della collina di San Miniato, in Loc. Ribaldinga, durante operazioni di movimento terra per costruire alcuni edifici, furono rivenuti materiali riferibili ad un insediamento di epoca Etrusca, periodo Classico. In particolare frammenti di pareti ad impasto scistoso.


BIBLIOGRAFIA
- G. Ciampoltrini, L'insediamento tra Era e Elsa dall'età dei metalli alla tarda antichità, in Le Colline di San MIniato (Pisa). La natura e la storia, Supplemento n. 1 ai Quaderni del Museo di Storia Naturale di Livorno, n. 14, 1995, p. 66.

 

IN PILLOLE [021] - NATALE A SAN MINIATO NEL 1307

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a cura di Francesco Fiumalbi
Ancora una notizia curiosa tratta dal Diario di Giovanni di Lemmo da Comugnori il notaio e cronista sanminiatese, originario di Comugnori (località al confine con il Comune di Montopoli), autore di una cronaca che abbraccia i primi due decenni del '300.

In occasione del Natale, il 25 dicembre del 1307, una compagnia formata da uomini di Santa Croce sull'Arno aveva organizzato uno spettacolo di svago attraverso giochi e divertimenti. A quel tempo la comunità santacrocese era sottoposta al governo di Lucca, la cui giurisdizione interessava anche la regolamentazione di manifestazioni di questo tipo. E, a quanto pare, sembra che le regole lucchesi fossero più restrittive rispetto a quelle dei territori vicini, come quello di San Miniato.

Colpita dal precetto di non esibirsi, la compagnia non volle rinunciare alla festa. Attraversato l'Arno, probabilmente dal porto presso la chiesa di San Vito, la compagnia giunse al borgo di Santa Gonda dalla Strata de Santa Cruce (Statuti, IV, 106 <111>), che corrisponde per buona parte con l'attuale via Giuseppe Montanelli a La Catena. Giunsero quindi nei pressi dell'abbazia dedicata a Santa Gioconda, dove esisteva almeno dal XII secolo una comunità di monaci benedettini appartenenti alla Congregazione Camaldolese. Intorno al complesso abbaziale doveva trovarsi un nucleo abitato, indicato nel '300 come un vero e proprio “borgo”, probabilmente abbastanza ampio, tenuto conto dell'epoca.

Gli uomini santacrocesi pensarono bene di portarsi dietro un bel toro. Non sappiamo come erano entrati in possesso dell'animale, che fu condotto a San Miniato e offerto ai Signori Dodici, probabilmente a titolo di ringraziamento per aver permesso loro l'esibizione. L'assemblea dei Dodici era la più alta istituzione collegiale del Comune.
Il giorno successivo, il bovino fu condotto nuovamente a Santa Gonda dove, coperto da un panno di colore rosso con un leone bianco (ovvero l'emblema del Comune di San Miniato), fu venduto. Parte del ricavato andò proprio alla compagnia, che dopo, probabilmente, se ne tornò a Santa Croce sull'Arno.

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Di seguito le parole usate da Giovanni di Lemmo da Comugnori nel suo Diario per descrivere l'episodio:

«[…] § Quedam societas hominum de Sancta Cruce Vallis Arni venerunt in Paschate nativitatis Domini, que fuit die lune XXV decembris, ad ludendum et iocandum apud Sanctam Condam in districtu Sancti Miniatis quia preceptum fuit eis ut (non) luderent in Sancta Cruce a Comuni Lucano, et propter ea venerunt ad ludendum ibi. Et habeant unum torum quem duxerunt ad Sanctum Miniatem, et fuerunt (largiti a) domini[s] Duodecim et Comuni. Et postea (sequenti die predicti mensis) pro Comuni Sancti Miniatis induerunt dictum torum de panno (rubeo cum leonibus albis) antagliatis (et inverunt) ad Sanctam Condam et vendiderunt dictum torum. Et fuerunt largiti eis etiam libras vitingi denariorum in popolinis. (Et predicta fuerunt) sub anno MCCCVIII, indictione sexta [...]».

Ser Giovanni di Lemmo Armaleoni da Comugnori, Diario (1299-1319), edizione a cura di Vieri Mazzoni, Deputazione di Storia Patria per la Toscana, Documenti di Storia Italiana, Serie II, Volume XIV, Leo S. Olschki Editore, Firenze, 2008, cc. 13v-14r, p. 17.

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BOLLETTINO ACCADEMIA EUTELETI N. 80 – 2013

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INDICE DEL VOLUME:

Roani Villani Roberta - San Miniato 1959. La Mostra del Cigoli e del suo ambiente
Macchi Luca - La Mostra del Cigoli e del suo ambiente nel 1959: ricostruzione di un evento
Lupi Luca - Landscapes
Chelli Beppe - Pesce d'Arno vivoooo!
Mancini Andrea - Tre dialoghi. Tra San Miniato e uno studente distratto. Tra lo stesso studente distratto e Dilvo Lotti per l'occasione risuscitato. Tra Don Giancarlo Ruggini e la morte
Dini Francesco - Misurabile e ineffabile. In ordine all'interpretazione dei processi di sviluppo economico
Pietrosanti Susanna - "Un cinema che cerca per chi cerca": per un uso della grammatica visiva in letteratura attraverso l'opera di Paolo e Vittorio Taviani
Pietrosanti Susanna - The everlasting, everchanging: il modello plautino in Gambit
Clemente Pietro e Giusti Maria Elena - Arti manuali per il futuro. Elogio delle differenze.
Nistri Rossano - Il cavolo di Petuzzo e l'inferno quotidiano nella scodella dei poveri diavoli. Il simbolismo e i poteri magico-taumaturgici delle brassiche e di altri vegetali nell'alimentazione degli abitanti delle campagne
Traversi Francesco - Sul Maestro dei Crocifissi Scapigliati e un suo epigono attivo in San Miniato al Tedesco
Caldini Silvia - L'origine iconografica e iconologica di due "Carte da Trionphi" bembesche
Gonzales Talaverna Blanca - Presencia castellana en la renovaciòn del "Cappellone degli Spagnoli" del convento de Santa Maria Novella de Florencia a finales del Quinientos
Sottili Fabio - La chiesa imprunetina di Santa Lucia a Montauto
Marcori Emilia - Villa "La Quiete" nella committenza di Cristina Lorena
Biondi Giovanni e Parentini Manuela - Contributo per la storia della famiglia Cardi Cigoli, nobili sanminiatesi e fiorentini
Fontanelli Elisa - Un'indagine sul pubblico del museo nel Settecento: l'Imperiale e Reale Museo di Fisica e Storia Naturale
Pacini Piero - Il recupero del SS. Crocifisso dell'Oratorio pistoiese di S. Ansano
Renzoni Stefano - Per puro diletto. Indizi sull'attività di Domenico Ceuli, Pandolfo Titi e Lussorio Bracci Cambini, pittori toscani del Settecento
Fioravanti Marco, Pignatelli Olivia e Rossi-Rognoni Gabriele - Nuove acquisizioni sulle viole del quintetto "Mediceo" di Antonio Stradivari Cremona 1690
Botta Carlo - Cosimo Conti restauratore e pittore nella Firenze di fine Ottocento
Fancelli Maria - Una visita a Henze
Macchi Luca - Due opere inedite per il catalogo di Dilvo Lotti. Il Ritratto di Beppe Gazzini nella collezione Catarcioni con alcune notizie su Dilvo Lotti e Giuseppe Gazzini. La tela raffigurante La Natività nel Monastero di San Paolo a San Miniato
Mainardi Nicoletta - Venturino, il poeta nello spazio
Fiumalbi Francesco - Sant'Andrea di Castro Cigoli. Una chiesa scomparsa nel suburbio di San Miniato
Vanni Desideri Andrea - La Compagnia dei vasai di Fucecchio tra sviluppo e declino di un'attività produttiva valdarnese d'età moderna
Caciagli Mario - Politica e religione nel Medio Valdarno Inferiore
Conforti Giovanni - Nel segno del Cristianesimo la salvezza dell'Europa. Gli articoli di "Francescano" su "La Vedetta" (1919-1921)
Parentini Manuele e Fiordispina Delio - Lapidi e monumenti celebrativi in San Miniato (seconda parte)
Mecca Saverio - Nostalgia dell'architetto Honnete Homme.
Massi Claudia - Montecatini Terme: l'identità della ville d'eau
Bucelli Claudia Maria - Il Parco di Pinocchio a Collodi: lo spazio del giardino e la dimensione del paesaggio
Cerasa Riccardo e Boldrini Roberto - Enrico Pieragnoli. Un medico sanminiatese contro la tubercolosi
Lorusso Flaviano Maria e Toni Cristina - Un progetto per il nuovo Liceo Marconi a San Miniato
Lorusso Flaviano Maria, Ciarini Silvia e Niccolai Mattia - Fra campagna e città: una ricerca progettuale di nuove forme urbane sostenibili

Vita dell'Accademia 2013

domenica 22 dicembre 2013

APSM-ADIA-03B-002 INSEDIAMENTO ETRUSCO ARCAICO LOC. CASA GARGOZZI

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APSM-ADIA-03B-002
INSEDIAMENTO ETRUSCO ARCAICO IN LOC. CASA GARGOZZI


SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Materiali riferibili ad insediamento
Epoca: Etrusca, Periodo Arcaico (VII-V sec. a.C.)
Rinvenimento: ?
Località: Loc. Casa Gargozzi
Collocazione: -
Id: APSM-ADIA-03B-002

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DESCRIZIONE SINTETICA
Nella valle del Rio San Maiano, a sud di San Miniato, in Loc. Casa Gargozzi, furono rivenuti materiali ceramici riferibili all'epoca Etrusca, periodo Arcaico. Trattandosi di un'area pedecollinare non è da escludere che i materiali siano stati oggetto di dilavamento verso valle.



BIBLIOGRAFIA
- G. Ciampoltrini, L'insediamento tra Era e Elsa dall'età dei metalli alla tarda antichità, in Le Colline di San MIniato (Pisa). La natura e la storia, Supplemento n. 1 ai Quaderni del Museo di Storia Naturale di Livorno, n. 14, 1995, p. 65.

 

APSM-ADIA-02B-005 INSEDIAMENTO BRONZO LOC. PALAGIO

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APSM-ADIA-02B-005
INSEDIAMENTO BRONZO LOC. PALAGIO


SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Insediamento
Epoca: Epoca dei Metalli, Età del Bronzo (circa 3000-1000 a.C.)
Rinvenimento: ?
Località: San Miniato, Loc. Palagio
Collocazione: -
Id: APSM-ADIA-02B-005

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DESCRIZIONE SINTETICA
In Loc. Palagio, alle pendici in un rilievo alla sinistra della bassa Valdegola, furono rinvenuti materiali riferibili ad un insediamento.


BIBLIOGRAFIA
- G. Ciampoltrini, L'insediamento tra Era e Elsa dall'età dei metalli alla tarda antichità, in Le Colline di San MIniato (Pisa). La natura e la storia, Supplemento n. 1 ai Quaderni del Museo di Storia Naturale di Livorno, n. 14, 1995, p. 63.

 

APSM-ADIA-02B-004 INSEDIAMENTO BRONZO LOC. MIGLIANA

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APSM-ADIA-02B-004
INSEDIAMENTO BRONZO LOC. MIGLIANA


SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Insediamento
Epoca: Epoca dei Metalli, Età del Bronzo (circa 3000-1000 a.C.)
Rinvenimento: ?
Località: San Miniato, Loc. Migliana
Collocazione: -
Id: APSM-ADIA-02B-004

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DESCRIZIONE SINTETICA
In Loc. Migliana, alle pendici in un rilievo alla sinistra della media Valdegola, in prossimità di Loc. Fornacino,  e vicino al confine con il Comune di Montaione, furono rinvenuti materiali riferibili ad un insediamento. Fra i materiali figurano frammenti ceramici e tracce di industria litica costituite da una punta di freccia e una lama.


BIBLIOGRAFIA
- G. Ciampoltrini, L'insediamento tra Era e Elsa dall'età dei metalli alla tarda antichità, in Le Colline di San MIniato (Pisa). La natura e la storia, Supplemento n. 1 ai Quaderni del Museo di Storia Naturale di Livorno, n. 14, 1995, p. 63.

 

APSM-ADIA-02B-003 INSEDIAMENTO BRONZO LOC. POGGIO CAPONE

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APSM-ADIA-02B-003
INSEDIAMENTO BRONZO LOC. POGGIO CAPONE


SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Insediamento
Epoca: Epoca dei Metalli, Età del Bronzo (circa 1000-2000 a.C.)
Rinvenimento: ?
Località: San Miniato, Fraz. Cigoli, Loc. Poggio Capone
Collocazione: -
Id: APSM-ADIA-02B-003

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DESCRIZIONE SINTETICA
In Loc. Poggio Capone, alle pendici della colline di Cigoli, durante un'attività di ricognizione, furono rinvenuti materiali riferibili ad un insediamento, forse il riflesso di un insediamento in pianura. Fra i materiali figurano frammenti ceramici con nicchio e tracce di industria litica.


BIBLIOGRAFIA
- G. Ciampoltrini, L'insediamento tra Era e Elsa dall'età dei metalli alla tarda antichità, in Le Colline di San MIniato (Pisa). La natura e la storia, Supplemento n. 1 ai Quaderni del Museo di Storia Naturale di Livorno, n. 14, 1995, p. 63.

 

APSM-ADIA-02B-002 INSEDIAMENTO BRONZO ANTICO LOC. PAESANTE

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APSM-ADIA-02B-002
INSEDIAMENTO BRONZO ANTICO LOC. PAESANTE


SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Insediamento
Epoca: Epoca dei Metalli, Età del Bronzo Antico (circa 2-3000 a.C.)
Rinvenimento: 1977
Località: San Miniato, Loc. Paesante
Collocazione: -
Id: APSM-ADIA-02B-002

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DESCRIZIONE SINTETICA
In Loc. Paesante, durante un'attività di ricognizione, furono rinvenuti nel 1977 materiali riferibili ad un insediamento, forse un piccolo villaggio. Fra i materiali figurano frammenti ceramici di colore rosso-arancio.


BIBLIOGRAFIA
- G. Ciampoltrini, L'insediamento tra Era e Elsa dall'età dei metalli alla tarda antichità, in Le Colline di San MIniato (Pisa). La natura e la storia, Supplemento n. 1 ai Quaderni del Museo di Storia Naturale di Livorno, n. 14, 1995, p. 62-63.

 

APSM-ADIA-02A-002 FREQUENTAZIONE ENEOLITICO LOC. CASA BAGNI

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APSM-ADIA-02A-002
FREQUENTAZIONE ENEOLITICO LOC. CASA BAGNI


SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Frequentazione
Epoca: Epoca dei Metalli, Età del Rame, Eneolitico (circa 5000 a.C.)
Rinvenimento: 1983
Località: San Miniato, Loc. Casa Bagni
Collocazione: -
Id: APSM-ADIA-02A-002

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DESCRIZIONE SINTETICA
In Loc. Casa Bagni, nella valle del Torrente Ensi, affluente di destra dell'Egola, furono rinvenuti nel 1983 materiali riferibili ad una frequentazione databile all'Eneolitico finale, composto da una punta di freccia e due lame in selce. G. Ciampoltrini propone un collegamento fra questi materiali e le tracce di insediamento nella vicina Loc. Poggio alle Conce.


BIBLIOGRAFIA
- G. Ciampoltrini, L'insediamento tra Era e Elsa dall'età dei metalli alla tarda antichità, in Le Colline di San MIniato (Pisa). La natura e la storia, Supplemento n. 1 ai Quaderni del Museo di Storia Naturale di Livorno, n. 14, 1995, p. 62.

 

APSM-ADIA-01A-004 BIFACCIALE PALEOLITICO S. MINIATO LOC. CASE MARIOTTI

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APSM-ADIA-01A-004
BIFACCIALE  E FREQUENTAZIONE  PALEOLITICO SAN MINIATO, LOC. CASE MARIOTTI


SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Bifacciale e materiali riferibili a frequentazione
Epoca: Preistorica, Paleolitico medio o inferiore (2-300 mila anni fa circa)
Rinvenimento: 1980 circa
Località: San Miniato, Fraz. San Romano, Loc. Case Mariotti
Collocazione: -
Id: APSM-ADIA-01A-004

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DESCRIZIONE SINTETICA
Bifacciale e materiali afferenti a frequentazione in età Preistorica, Paleolitico Medio, furono rinvenuti dal Gruppo Archeologico del Medio Valdarno Inferiore di Castelfranco, intorno al 1980. Il terreno pedecollinare, in Loc. Case Mariotti nei pressi della fraz. di San Romano nel Comune di San Miniato al confine con Montopoli, era stato sbancato per reperire il materiale per la massicciata della Strada di Grande Comunicazione Firenze - Pisa - Livorno, all'epoca in fase di costruzione.


BIBLIOGRAFIA
- A. Dani e R. Mafredini, Un nuovo bifacciale dal Valdarno Inferiore, in Preistoria d'Italia alla luce delle nuove scoperte, Atti del 2° Convegno Nazionale di Preistoria e Protostoria, Pescia 6-7-8 dicembre 1980, Comune di Pescia, Museo Civico di Geopaleontologia, Archeologia e Mineralogia, Pescia, 1982, pp. 11-18.
- A. Dani e C. Tozzi, Il Paleolitico nei dintorni di San Miniato (Pisa), in Le Colline di San MIniato (Pisa). La natura e la storia, Supplemento n. 1 ai Quaderni del Museo di Storia Naturale di Livorno, n. 14, 1995, p. 52.

 

venerdì 20 dicembre 2013

ADDSM - COMMENTO - 1127, OTTOBRE - DONAZIONE DELL'OSPEDALE DI SAN LAZZARO ALL'ABBAZIA DI CAMALDOLI

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di Francesco Fiumalbi

ARCHIVIO DOCUMENTARIO DIGITALE DI SAN MINIATO [ADDSM]
1127, ottobre, Donazione dell'Ospedale di San Lazzaro all'Abbazia di S. Salvatore di Camaldoli

Ponte a Elsa, Oratorio di San Lazzaro, già ospedale
Foto di Francesco Fiumalbi

In questo post è proposto il commento relativo all'atto con cui l'ospedale di San Lazzaro, nei pressi di Ponte a Elsa e del distrutto borgo di San Genesio, viene donato all'Abbazia camaldolese di San Salvatore. Si tratta del primo documento che attesta la presenza dell'ospedale. Per consultare la trascrizione ADDSM - 1127, ottobre.

I PROTAGONISTI I protagonisti dell'atto sono Beltramus del fu Ruberti e Scherius del fu Gutheroçi di cui non abbiamo notizie, se non questo documento. I due uomini, pro remedio anime, donarono l'ospedale di cui evidentemente possedevano il patronato, all'Abbazia di San Salvatore di Camaldoli. A partire dal X secolo, le pergamene pervenuteci (specialmente quelle dell'Archivio Arcivescovile di Lucca) registrano innumerevoli atti di questo tipo, in cui privati, laici, effettuano copiose donazioni di beni, fra cui anche chiese e oratori privati, ad istituzioni monastiche o alle curie episcopali. Negli ultimi anni, gli studiosi si sono molto soffermati a cercare di comprendere questo fenomeno, così ampio ed esteso. Senza entrare troppo nei dettagli della questione, l'interpretazione più diffusa riconosce tali donazioni, apparentemente dettate solo da esigenze di tipo spirituale, anche come l'espediente giuridico per gestire sotto altra forma i grandi patrimoni delle maggiori casate comitali e marchionali della Toscana. Non ci dobbiamo scordare, infatti, che i monasteri e le strutture ricettive come gli ospedali, erano quasi sempre esenti dai pagamenti tributari. Di contro, i membri delle famiglie esercitavano una grande influenza su quelle stesse istituzioni religiose destinatarie delle donazioni, anche riguardo la gestione degli stessi patrimoni, divenendone quindi i “patroni”, cioè esercitando i diritti di “patronato”. Significativo, da un punto di vista linguistico, il fatto che fra le parole “patroni” e “padroni” ci sia una sola consonante di differenza, lasciando intuire una sfumatura che nei documenti non è sempre così netta e precisa.
Per descrivere il fenomeno, gli storici, ed in particolare Wilhelm Kurze, hanno creato la definizione di “monasteri privati”, associandola a quelle comunità religiose che avevano beneficiato di ingenti donazioni da parte di ricche famiglie; da un punto di vista storiografico forse non è propriamente corretta, come definizione, ma senz'altro indicativa [in proposito W. Kurze, Monasteri e nobilità nella Tuscia Altomedievale, in W. Kurze, Monasteri e nobiltà nel Senese e nella Toscana Medievale, Accademi Senese degli Intronati, Siena, 1989, pp. 295-316].

L'OSPEDALE E IL BORGO Innanzitutto è il primo documento che attesta la presenza di un hospitium, vale a dire un ospedale (con tutti i limiti e le sfumature, che può avere una definizione di ospedale in epoca medievale), nei pressi del borgo di San Genesio. Anzi, nell'atto viene specificato che questo edificio si trovava in capite burgi, ovvero ad una delle estremità del borgo. Come abbiamo visto nel commento del documento ADDSM – 1046, 1 dicembre, a partire almeno dall'XI secolo, il borgo di San Genesio acquista una dimensione ed una articolazione significativa. Ed è in questo quadro che, probabilmente, deve essere vista la fondazione di una struttura del genere. A questo va certamente aggiunta l'importanza dello snodo stradale costituito da San Genesio, una vera e propria sub-mansiones lungo la via Pisana e la via Francigena, tappa obbligata per il traffico abbastanza intenso che attraversava il centro della Toscana medievale.

LA NATURA DELL'OSPEDALE Dal documento è possibile anche formulare un'ipotesi circa la natura assistenziale dell'ospedale. Non ci dobbiamo dimenticare che spesso con il termine spedale erano indicate anche le strutture ricettive, atte ad ospitare i viandanti. In questo caso, i due donatori, oltre a specificare che i beni mobili ed immobili dell'ospedale non potevano essere venduti, perché utili alle attività del detto ospedale, sottolineano che questi dovevano essere altresì destinati ai poveri. Quindi sembra possibile, effettivamente, che già al momento della sua fondazione la struttura fosse al servizio dei poveri, dei malati e degli infermi, in altre parole che fosse un'istituzione di tipo assistenziale. In seguito, l'ospedale verrà indicato sotto il titolo di San Lazzaro, il quale secondo la tradizione dei Vangeli, essendo deceduto a seguito di una malattia, venne resuscitato da Gesù. Dunque l'intitolazione a San Lazzaro acquista anche una connotazione di tipo programmatico.
L'ospedale di San Lazzaro rimarrà ufficialmente attivo fino al 1784, quando fu unito alle strutture sanminiatesi della SS. Annunziata e dei SS. Cosma e Damiano (ospedale dei Poveri Padri Pellegrini), di San Nicola di Bari e di Santa Maria della Scala, per formare un'unica grande istituzione, che prenderà il nome di “Spedali Riuniti”.

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ADDSM - 1127, OTTOBRE - DONAZIONE DELL'OSPEDALE DI SAN LAZZARO ALL'ABBAZIA DI CAMALDOLI

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ARCHIVIO DOCUMENTARIO DIGITALE DI SAN MINIATO [ADDSM]
1127, ottobre, Donazione dell'Ospedale di San Lazzaro all'Abbazia di S. Salvatore di Camaldoli

Ponte a Elsa, Oratorio di San Lazzaro, già ospedale
Foto di Francesco Fiumalbi

Il documento originale dovrebbe essere conservato presso l'Archivio di Stato di Firenze, Diplomatico, Firenze, Camaldoli, San Salvatore. Al momento non è possibile la consultazione on-line.


Trascrizione da L. Schiaparelli e F. Baldasseroni, Regesto di Camaldoli, Vol. II, «Regesta Chartarum Italiae», Istituto Storico Italiano, Istituto Storico Prussiano, Ermanno Loescher & C, Roma, 1909, p. 115.

n. 891 – Ottobre 1127.

Beltraimus filio olim Ruberti et Scherius olim Gutheroçi per se suosque heredes in perpetuum pro remedio animarum suarum suorumque parentum donaverunt et obtulerunt Camaldulense heremo unum hospitium, positum ad S. Genesium in capite burgi de subtus cum omnibus suis rebus mobilibus et immobilibus habitis et habendis, hoc videlicet tenore ut predicta alienari non possint nisi ad utilitatem hospitii antedicti et pauperum. Sub a. Domini MCXXVII, mense octobris. Carta manu Tebaldi notarius.

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mercoledì 18 dicembre 2013

ADDSM - 1059, 10 SETTEMBRE - GIUDICATO DEL MARCHESE GOFFREDO A SAN GENESIO

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ARCHIVIO DOCUMENTARIO DIGITALE DI SAN MINIATO [ADDSM]
1059, 10 settembre, Giudicato del Marchese Goffredo “Il Barbuto” a San Genesio

COMMENTO [F. Fiumalbi]: Al di là dell'oggetto vero e proprio dell'atto, un giudicato di Goffredo “Il Barbuto” Duca di Lotaringia e Marchese di Toscana [che nel 1054 aveva sposato Beatrice di Bar, vedova di Bonifacio e madre di Matilde di Canossa], questo documento è di nostro interesse in quanto fu stipulato nel borgo di San Genesio. Come abbiamo visto nell'atto ADDSM – 1046, 1 dicembre alla metà dell'XI secolo l'Imperatore Enrico III risulta attestato più volte a San Genesio e, molto probabilmente, è proprio in questo periodo che il castello di San Miniato viene scelto per ospitare una sede dell'amministrazione imperiale. Non sembra un caso, quindi, che Goffredo si trovi nella vicina San Genesio, in veste ufficiale, facendo valere la sua autorità di rappresentante dell'Impero. Ma c'è di più, come indicato nel documento, l'atto venne registrato a San Genesio, specificando bene il luogo esatto: nella pubblica strada vicino alla chiesa dei SS. Maria e Cristoforo. Si tratta della prima attestazione documentaria relativa a questa chiesa. E' molto interessante perché, vista anche la vicina presenza della Pieve di San Genesio, l'esistenza di un'altra chiesa all'interno del borgo suggerisce l'idea che il centro abitato avesse raggiunto una dimensione e una articolazione significative. Questo edificio verrà citato più volte nei due secoli successivi, e fu il luogo in cui venne stipulata la cosiddetta “Lega di San Genesio” nel 1197. Tuttavia, con la distruzione del borgo operata dai sanminiatesi nel 1248 di questo edificio se ne sono perse le tracce architettoniche, anche se il titolo sopravvisse, almeno per qualche tempo, unito alla chiesa dei SS. Giusto e Clemente a San Miniato.

Oratorio di San Genesio, accanto gli scavi archeologici dell'antica pieve
Foto di Francesco Fiumalbi

SPOGLIO «Giudicato di M. Gottifredo Duca e Marchese alla presenza di Faliperto giudice, [...] e d'altri molti nella carta descritti nella lite versante tra Don Pietro abate del Monastero di Santa Maria di Firenze e Ramberto del fu Adolfo suo avvocato e tra Signorello diacono figlio di Ramberto Vescovo contendente al detto abate la chiesa di San Martino di Firenze con tutti i suoi beni, per il quale il detto Gottifredo Duca e Marchese investì della Chiesa sopra il detto Don Pietro abate e i suoi successori. Fatto nel borgo detto S. Genesio nella via pubblica presso alla chiesa di S. Maria e S. Cristofano....». VAI AL REGESTO COMPLETO ↗

Il documento originale è conservato presso l'Archivio di Stato di Firenze, Diplomatico, Firenze, S. Maria della Badia detta Badia Fiorentina, 1049, settembre 10.


Trascrizione del testo contenuto in:
C. Della Rena, Della Serie degli Antichi Duchi e Marchesi di Toscana, Parte II, Firenze, 1775, n. VIII, pp. 90-91.

Il Duca e Marchese Goffredo conferma alla Badia Fiorentina il possesso della vicina Chiesa di S. Martino. Anno 1059, 10 settembre

Num. VIII, a car. 58.

Dum in Dei nomine intus burgo qui dicitur S. Genesii in via publica prope ecclesiam S. Marie & S. Christophori in judicio resedisset Domnus Goctifredus Dux & Marchio ad causas audiendas ac deliberandas & adessent cum eo Flaipertus judex Missus & Advocatus Dom. lmperatoris, Adalbertus & item Albertus Rolandus, Sigifredus, Teupertus, Signoretus judicibus, & Adam Notarius D. lmperatoris, Teudigrimus Comes, & Waldo Vicecomes Lucensis, Hugo Vicecomes Pisensis, Pagano filio bone memorie Rolandi, Pagano filio bone memorie item Rolandi, Henrico de Sancto Miniate, Lamberto filio bone memorie Particionis, Hughi filio bone memorie Gerni, Pandolfo filio bone memorie Hugonis, Raineri filio bone memorie Ghenti, Ghetti filio bone memorie Ioannis de loco Sagrimino, Dominilo Vulp[astri] filio bone memorie Binti, & reliqui plures. Ibique in eorum veniens presentiis Patris Abbas de ecclesia & monasterio S. Marie de Fiorentia una cum Raimbertus Avocato suo,& filio bone memorie Adolphi cepit dicere in eodem iudicio plures vices reclamavi ad vos D. Gottifredus Dux & Marchio de Signorello Diacono filio Rambaldi Episcopi, quod malo ordine contendunt mihi Petrus Abbas ecclesia & monasterii jam d. S. Marie, cui vocabulum est b. S. Martini quam est edificata infra civitate Fiorentia cum omni sua pertinentia & jacentia: unde vos D. Gottifredus Dux & Marchio ex ... . parie missos & apostolos transmisisiis, ut ad vestrum placitum venisset, & ipse minime venire nolnit, propter hec deprecatus est vos, ut propter Deum & anime D. Imperatoris vestreque mercede, ut investigatis eum ad salvam querelam, donec iam d. Signorellus Diaconus ad placitum veniet, & mihi quidem Petri Abbati de pr. ecclesia legem & iustitiam exinde fatiat. Tunc ipse D. Gottifredus Dux & Marchio fuste quam in fuis detinebat manibus investivit jam d. P. Abbatem una cum Advocato suo de pr. ecclesia S. Martini cum omni sua pertinentia & jacentia ad salvam querelam usque dum pr. Signerello Diaconus ad placitum venisses, & legem & justitiam exinde fecisset, & insuper jam d. D. Gottifredus Dux & Marchio per fustem quem in suis detinebat manibus misis bannum D. Imperatoris super jam d. P. Abbate, & pr. Advocato suo, & super jam d. ecclesia cum suis pertinente in mancusos aureos duo millia, ut nullos quilibet homo magna parvaque persona pr. Petrum vel suos successoris, aut cui jam d. Petrus Abbas dederit, exinde invertire presumat sine legali judicio. Qui vero fecerit pr. duo millia mancusos aureos compositorum se agnoscat medietatem parti Cornerae D. Imperatorie, medietatem parti pr. Abbatisuisque succesforibus, & ad pars pr. ecclesia & monasterio S. Marie ostendenda fieri juffìmus. Quidem & ego Leo Notariut D. Imperatoris ex jussione pr. Gottifredi Dux & Marchio & judicum admontione scripsi anno anno Domiacae Incarnationis MLIX. quarto idus Septembris, Indictione XIII.

Albertus imperialis judex interfuit.
Albertus judex Sacri Palatii interfuit.
Ego Flaipertut judex & Advocato Missus D. Imperatoris interfui.
Ego Rolandus judex Sacri Palatii interfui,
Ego Signorectus judex D. Regis interfui.


ALTRE EDIZIONI E REGESTI
 L. Schiaparelli, Le carte del Monastero di S. Maria a Firenze (Badia), Firenze, 1913, vol. I, n. 51, p. 132.
C. Manaresi, I placiti del Regnum Italiae, vol. III, Roma, 1960, n. 409, p. 249.
N. Rauty, Documenti per la storia dei Conti Guidi in Toscana. Le origini e i primi secoli 887-1164, Deputazione di Storia Patria per la Toscana, Documenti di Storia Italiana, Serie II, Volume X, Leo S. Olschki Editore, Firenze, 2003, n. 39, pp. 81-82.
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